L’ossimoro del basket: GrissinBon con la pancia piena

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Ahiahia, Napoleone mio. Abbiamo messo su un po’ di pancetta. O mi sbaglio? Lo guardavo proprio ieri sera alla partita con i volonterosi ucraini del Khimik. Non c’era molta gente e lui tubava in prima fila con la sua bella Stefania. Come si fa in salotto davanti al televisore guardando insieme Love Affair. Sì, insomma, un grande film d’amore. Una volta il mio sindaco s’agitava molto sulla seggiola. Specie quando l’allenatore era Re Carlo. E non stava seduto un nanosecondo. Come direbbe Paola Ellisse, con due elle e due esse, ma di lei vi racconterò un’altra volta: intanto faccio un nodo al fazzoletto e vado avanti. Altrimenti poi dite che sono il clone del sommo Gianni Clerici che Rino Tommasi chiamava il dottor Divago durante le loro gustosissime telecronache di tennis. Un dritto e un rovescio. E, sferruzzando, il maglione era bello che fatto ancor prima della fine dell’incontro. Dicevo dunque del mio Napoleone Brugnaro. Che è ingrassato vistosamente anche per questo motivo. Ovvero che non deve più scattare in piedi per consigliare un cambio o un time out o di “attaccare il canestro”, che è il suo chiodo fisso, perché le cose stanno andando anche sin troppo bene nella Reyer di Ray-Ban De Raffaele, solo un rovescio in tredici partite e le altre dodici filate diritte come un fuso: sei in campionato e sei in Champions. Se ne capisca o no di basket non sta poi a me stabilirlo. Sono invece straconvinto che, andando avanti di questo passo, e con le Feste che incombono, il pranzo di Natale e il cenone di San Silvestro, la trasferta a Varese e in casa con Sassari, il primo cittadino di Venezia finirà per non stare più nella pelle e diventare più rotondo di Cicciobello, ora Ciccioblack, Tranquillo. E’ ovvio che mi va di scherzare. Anche perché a Varese e Sassari nel frattempo potrebbero essere cambiate tante cose. E non escludo pure i manici. Visto che le panchine di Moretti e Pasquini continuano a stare in piedi per miracolo come del resto quella di Cremona. Dove Lepore ha preso il posto di Pancotto, ma non è detto che non salti anche lui se il giorno dopo Santo Stefano non dovesse riuscirgli l’impresa di vincere a Desio con Cantù. In verità la nostra serie A è di una miseria così assoluta che l’unica ricchezza è (o era?) Milano oltre all’incertezza dei risultati. Non è detto infatti che la squadra del consorzio varesino, che ha già battuto Reggio Emilia, non possa mettere sotto martedì anche la Reyer. Che a sua volta ha battuto un mese fa Caserta ai supplementari ma solo perché a una manciata di secondi dal 40esimo minuto nessuno della Pasta Reggia si è sporcato le mani per fare uno stupido fallo, come urlava a squarciagola Dell’Agnello dalla panchina, e così Michael Bramos con una tripla ha potuto pareggiare il conto mentre avevo già il cappotto in mano e me ne stavo andando dal Taliercio. Di Milano vi parlerò domani dopo che stasera avrà vinto o perso, cambia molto poco, con il Panathinaikos. Vi anticipo solo che ho una notizia sull’Armani che mi scotta in mano, ma il piatto del giorno era un altro e non cambio il menù anche perché è l’ora di cena. E la partita d’EuroLega del Forum sta per iniziare. Dicevo per scherzare della pancetta di Brugnaro, mentre Alessandro Gentile è volato ieri sera ad Atene e lunedì esordirà nel campionato greco in casa contro il Rethymno. Però adesso tocca alla GrissinBon con la pancia piena. Un ossimoro. Come il ghiaccio bollente e un silenzio assordante. In effetti devi mangiarne di grissini per riempirti la trippa. Però sono serio, o almeno ci provo, e allora m’arrabbio con la gente di Reggio Emilia più che con la squadra di Maria Licia Ferrarini che pure ha le sue colpe se nelle ultime tre trasferte non impossibili a Brescia, Varese e Torino è sempre uscita a testa bassa e con la coda tra le gambe. Sicuramente Max Chef Menetti ha esagerato con i cappelletti cucinati forse con troppo amore per i suoi giovanotti un po’ viziati e probabilmente Delroy James è stato un acquisto sbagliato oltre che esagerato nel prezzo. Ma da qui a buttare tutto a mare, arricciando il naso e disprezzando il progetto italiano, ce ne vuole. Intanto si è fatto male Stefano Gentile che era il più in forma del gruppo. Per cui Ricciolino Della Valle è stato costretto a fare gli straordinari dimenticandosi di punto in bianco come si fa a difendere e attaccando il canestro come non sarebbe piaciuto nemmeno a Brugnaro. Però quel che Massimo Oriani ha onestamente scritto su Trento vale pure per Reggio Emilia. Ovvero che “sta pagando anche per via dell’assurda esclusione dall’Eurocup”. E allora i tifosi e i giornali cittadini se la prendano piuttosto con Giannino Petrucci, il tiranno di Valmontone, e la smettano di rimpiangere Rimas Kaukenas. Che è stato immenso. Questo è fuori discussione. Ma ad aprile compirà quarant’anni e se ne è andato non perché l’ha cacciato la società da Reggio, ma piuttosto per sfuggire al fisco che lo marcava stretto. Anche questo è bene che lo si sappia e lo si dica in giro. Una volta per tutte.