BALLANO LE PANCHINE DI CASERTA E AVELLINO: C’È LUCA BANCHI

Milano nel Belpaese non ha avversarie. Anche se ha già perso ad Avellino, a Venezia e a Bologna con Reggio Emilia. E potrebbe pure cadere domenica a Sassari. Ci sta. In Eurolega invece è Cenerentola e non vede l’ora che il suo calvario finisca. Appena sette vittorie, una sola lontano dal Forum, a fronte di ben diciotto sconfitte, l’ultima delle quale ieri a Tel Aviv. Meno 148 nella differenza canestri: la peggiore di tutte. E dunque si può arrivare alla facile conclusione che il nostro basket sia poca roba nell’impietoso raffronto con il resto d’Europa. Ma non è proprio così. Prendete per esempio la Stella Rossa di Belgrado che ha vinto il doppio delle partite dell’Armani: pensate davvero che sia molto più forte del Banco di Sardara o della Reyer di Napoleone? Di sicuro non ha il budget di Avellino e nemmeno gli americani a disposizione di Sacripantibus. E allora? Io le carte ve le ho messe in tavola, ora tocca a voi scoprirle. Però fate i bravi: non disprezzate anche quel poco di buono che cresce nel nostro orticello e, anzi, provate ad annaffiarlo con qualche goccia d’amore. Altrimenti afferrate una tanica di benzina e datevi pure fuoco. Ma il mio discorso è un altro e trovo che sia quanto meno curioso che un dirigente come Livio Proli sia sottostimato in Italia, dove pure ha vinto parecchio, e sia invece molto apprezzato all’estero. Da Jordi Bertomeu per primo. Nonostante l’EA7 in Eurolega abbia conquistato i playoff una sola volta. Con Luca Banchi. Evidentemente siamo campioni del mondo nel farci del male con le nostre (stesse) mani. E ve lo dice uno che detesta il buonismo e ha il sospetto d’essere stato battezzato in una acquasantiera avvelenata. Bene o male, due squadre italiane hanno raggiunto i quarti di finale della Champions. Che sarà anche la Coppa del nonno ma è sempre meglio di niente. A Venezia è toccato oggi in sorteggio il Pinar Karsiyaka e a Sassari il Monaco. E già vi vedo storcere il naso. Sì, il Pinar che ha eliminato il Besiktas e che nel girone eliminatorio ha già rifilato alla Reyer quaranta punti di scarto (99-59). Sì, il Monaco che sta dominando il campionato francese come Milano la nostra serie A. Soprattutto la trasferta a Karsiyaka, distretto di Smirne, sarà terribile. Dal momento che i tifosi del Pinar sono i più caldi di tutta la Turchia. Non so se mi spiego. Mentre quelli oro-granata hanno sinora snobbato la Coppa. Perché non si sa ancora bene cosa vogliano mai dalla vita. Intanto l’Hapoel Gerusalemme di Simone Pianigiani ha strapazzato lo Zenit Pietroburgo e ha conquistato le semifinali dell’EuroCup dove sfiderà il Valencia, terzo nell’ACB con gli stessi punti del Real Madrid, e la Gazzetta si è di nuovo ben guardata dal dare una sola riga di notizia. Occupata com’è dai Boston Celtics del fratello Isaiah Thomas e da Massimo Zanetti che ha promesso lo scudetto della Virtus Segafredo entro cinque anni. Come no? Intanto il re del caffè pensi a riportarla in serie A. Che non sarà facile. E, già che c’è, si beva anche una bella camomilla. Cogito ergo sum. Penso dunque sono. Diceva Cartesio. E, meglio di lui, Gianni Mura: penso dunque sogno. In effetti sognare non costa nulla. Ma pensar male ancora meno. Anche ad Avellino, dopo essersi svenati per prendere David Logan, hanno pensato, più che sognato, di vincere lo scudetto. E invece sono piovute dal cielo cinque sconfitte di fila. Tanto che se domenica la Sidigas dovesse rovinosamente perdere anche a Reggio Emilia non mi stupirei se cacciassero il povero Pino Sacripanti. E smentiscano pure, però nel frattempo hanno già bussato alla porta di Luca Banchi, che stamattina tagliava l’erba del (suo) giardino, e non per chiedergli quanti chilometri dista Grosseto da Livorno. Così come balla la panchina di Sandro Tigre Dell’Agnello che rischia molto se Caserta in casa non dovesse battere la nuova e spensierata Cantù di Re Carlo Recalcati. Massì, continuiamo pure a farci del male. La Pasta Reggia ha diciotto punti in classifica e gliene mancano al massimo quattro per salvarsi. O forse doveva conquistare i playoff? Via, siamo seri. E raccontatemene un’altra. Pesaro sembra il PD: ha scritto Valerio Bianchini su Facebook a proposito della rottura annunciata tra Pierino Bucchi e Ario Costa. Questa sì che è bella. Immenso il mio Vate che dalla sua riserva indiana non passa giorno che non ci regali una chicca. Come il consiglio che ha dato ad Alessandro Gentile: gioca in una squadra di A2 e poi pensa alla nazionale. Sempre che Messina lo convochi. La squadra ideale sarebbe Treviso. Dove lo amano alla follia. E così la Virtus Bologna non sarebbe più promossa. Almeno per quest’anno. Poi vedremo il prossimo. Sempre che nel frattempo non sia retrocesso il PD del consigliere federale della Lega.