La Lega di Marino birichino svende il basket alla Rai

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C’è qualcosa che non mi torna. E per il solo fatto che non se ne parli più in giro da una settimana rafforza la mia ipotesi che basterebbe accendere un fiammifero per far scoppiare in un secondo l’incendio. Come la bomba che Alex Schwazer teneva nascosta nel frigo prima delle Olimpiadi di Londra e che Carolina Kostner, l’ex fidanzata, non sapeva nemmeno cosa fosse. Ecco, una cosa del genere. Però, se mi aiutate a ricordare, posso anche ricostruire il tutto. Prendendola molto alla larga intanto che cerco la scatola di cerini che avevo lasciato in casa da qualche parte. Sassari vince lo scudetto a Reggio Emilia e nella settima partita, la bella delle belle, Raitre in prima serata fa il pieno di ascolti: un milione e quattro. O quasi. Che per questo basket sono numeri d’altri tempi, e da capogiro, ma comunque sempre meno della soap Un posto al sole che, quando va male, fa un paio di milioni di contatti quotidiani anche d’estate. E’ festa grande. Anche se per la verità la media di telespettatori durante l’ultimo campionato su Raisport è stata quest’inverno da brividi: appena 80 mila arrotondati per eccesso a partita. Checché ne dicano Eddi Dembinsky, o come cavolo si scrive, e Fernando Marino, il birichino presidente di Lega, a metà del suo mandato di due anni. E non è che nei playoff, a parte le sette finali, le cose siano andate a meraviglia se il record è stato in gara 6 di semifinale tra Sassari e Milano di 458.865 ascolti. Ovvero la metà di quanti se ne registrano in una normale tappa del Tour de France con Nibali in difficoltà e la maglia gialla sospettata di doping. Cavalcando comunque l’onda, si scatena la bagarre per l’aggiudicazione dei diritti televisivi della serie A in scadenza e s’infiamma il duello tra Rai e Sky con Gazzetta TV pronta a raccogliere le briciole al sabato sera. Quando normalmente in contemporanea gioca la Juve. Sky, che nel frattempo ha perso la Champions, ne fa quasi una questione di vita o di morte: non le bastano più la nazionale nei prossimi Europei e l’EuroLega (su Fox), la Nba e la A2 (su TeleGiannina), vuole il monopolio del basket. E cosa offre? Non si svena come col calcio di serie B, ma butta sul piatto un milione e 300 mila euro accollandosi però tutte le spese d’una ottima produzione. Alla domenica a mezzodì e il lunedì sera. Scoppia il finimondo. Anche perché si teme il ritorno sulla scena (ma non certo da parte mia) di Cicciobello Tranquillo e della Confraternita dell’Osiris. La Rai da parte sua non se ne sta con le mani in mano. Muove anzi tutte le sue pedine politiche e s’allea con la Gazzetta alla quale, zitta zitta, non par vero di poter trasmettere pure il supermatch del lunedì con la Milano d’Armani o il Banco di Sardara spendendo sì e no due euro. Al canale unico di Raisport interessano del resto solo la partita della domenica sera e i playoff. Non ho ancora trovato i fiammiferi, ma all’assemblea delle sedici società di martedì scorso si sente già puzza di bruciato. All’apertura infatti delle buste clamorosamente non c’è quella di Sky che all’ultimo momento, dalla sera al mattino, chissà mai perché ha cambiato idea. Insomma della serie A di pallacanestro non gliene importa più d’una pipa. O di una pippa? Fate un po’ voi. Il bello è che di questo inatteso voltafaccia della tivù di Murdoch nessuno ne ha parlato e nessuno ne ha scritto. Men che meno la Gazzetta e non devo spiegarvelo io il motivo. Lo capirebbe anche un bambino. Dunque la Rai ha vinto senza combattere: non vi sembra un po’ strano? A me sì e a Renatone Villalta, che non c’era, pure. E così ha chiesto spiegazioni via mail a Marino che birichino non gli ha ancora risposto. Tuttavia tutti sanno, perché nell’orticello del basket si viene a sapere sempre tutto, che il presidente della Lega ha in pratica già raggiunto l’accordo con la Rai che ha corretto la prima offerta presentata in busta da tre a due anni e da 800 mila a un milione di euro a stagione. Ovvero, fatti quattro conti e tolte le spese di produzione delle partite, ogni club di serie A metterà in tasca a fine campionato non più di 32 mila euro a testa. Ma va là, va là, va là. Come andava ripetendo Totò. Così si svende il (buon) prodotto e lo si regala alla Gazzetta Tv. Che avrà anche Dindondan Peterson, cioè sempre il numero uno, ma che sul canale 59 del digitale non la prende quasi nessuno. Non si potrebbe invece ribussare alla porta di Sky e vedere se per caso non ha ricambiato idea ed è di nuovo interessata al nostro massimo campionato della palla nel cestino? Prima che scoppi sul serio l’incendio e sia l’inferno in Lega?