Festeggiando i 90 anni del grande Coach ballando il samba

                    10 gennaio 2026, sabato          Continuando a sbrodolarmi addosso, mi sono sporcato il pullover blu rigorosamente di cachemire, altrimenti che razza di comunista sarei, e così adesso devo pescarne un altro dall’armadio. Verde o viola? No, viola no: non porta fortuna nel mondo della pallacanestro. Come diceva il Barone Riccardo Sales, una delle persone dalle quali ho ricevuto più affetto nella mia vita. E sto andando al Taliercio: la prima in casa della Gemini nel girone di ritorno. Contro la Forlì d’Antimo Martino, allenatore dell’anno in A2 nel 2019, quando riportò la Fortitudo di Pietro Aradori nella massima serie. Stasera sarà della partita anche Pietro Aradori sul quale continua a puntare il tecnico d’Isernia sapendo benissimo che,  quando il tiratore bresciano scalda la mano, possono essere dolori per tutti. Anche se ha già 37 anni e qualche chilo di troppo. Insomma non sarà facile per i ragazzini terribili di Mattia Ferrari continuare la clamorosa serie di successi casalinghi dopo quelli di fila con Cremona, Verona e Livorno.

Ho scelto: mi metto il cachemire verde. Che sta bene sotto al loden che ho comprato a Dobbiaco nel negozio dove è un affezionato cliente anche Jannik Sinner. Che ha giocato nel pomeriggio in esibizione a Seul contro Carlos Alcaraz. Ma il primo che mi dice il risultato finale, giuro che lo strozzo. Dal momento che mi vedrò il match in registrata dopo Mestre-Forlì spaparanzato sul divano con un bel bicchierino di Fine Calvados a portata di mano. E qui metto un punto. Non scherzo. D’altro canto ieri ve l’avevo già preannunciato: sabato non scrivo e nemmeno domenica perché devo tirare il fiato e mettere un po’ d’ordine nella mia esistenza bellissima però anche molto complicata. E alla Vasco Rossi vorrei aggiungere pure esagerata.

Però vi avremo promesso una foto in primo piano di DindonDan Peterson alla festa dei suoi 90 anni alla churrascaria il Porcao, con la dieresi sopra la a, e non manco di parola. Sta ballando il samba o la samba, fa lo stesso, a mezzanotte passata da un bel pezzo. Magnifico, immenso, unico. Ripromettendomi ovviamente di riparlarne alla grande molto presto. Così come del favoloso Venezia di Giovannino Stroppa, un altro mio pallino, che ha colto la quarta vittoria di fila con l’1-3 di Reggio Emilia e ora è secondo in classifica a tre punti dall’incredibile Frosinone dopo aver scavalcato in classifica il Monza che ha perso a Chiavari con l’Entella. Il Venezia, che non chiamerò mai Unione come fa la curva mestrina, sarà promosso in serie A come vado raccontando dal 2-1 sul Bari al Penzo del 24 agosto scorso. All’esordio. Scommettiamo? Mi gioco anche la villa di Luigi Brugnaro  nel Trevigiano. Se volete.