Vorrà dire che regalerò un pallottoliere all’Eurolega

 

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Due antipastini al volo su Giannino e Ciccioblack, la strana coppia, e così il Tormentone è servito. Il ristorante romano che ha sostituito Al Casale nel cuore di Petrucci si chiama Sa Cardiga. Che per i sardi è la graticola. Sulla Flaminia. Specialità carne alla brace insomma. Dove il No my President è tentato d’invitare al pranzo di Natale i dodici yes-man del prossimo consiglio federale. Tanto mica paga lui. E forse neanche Pantalone. Poi, prima di Capodanno, Giannino assieme a Richelieu Mattioli andrà due o tre giorni in vacanza sulle nevi. All’Hotel Palace di Bormio. Dove non ho ancora ben capito chi pagherà il conto. O, meglio, io lo so ma ancora non ve lo dico. Non so invece per davvero se avete visto quanto ultimamente sia diventato gonfio in faccia Flavio Tranquillo. Oddio, non è che sia mai stato bello come il sole, ma almeno una volta non aveva la pappagorgia. Che, se non immaginate cosa sia, ve lo spiego subito: è un cumulo di grasso che si forma tra il mento e la gola (lo Zingarelli). Mentre i bargigli sono le escrescenze carnose che pendono dalla gola dei tacchini e un po’ anche da quella di Federico Buffa che, al contrario del suo ex compagno di merende, è magro come un chiodo a Quaresima. Senti chi parla? Vi sento protestare. Ma io mica vado in televisione a raccontar storie o balle da far paura. Le malelingue riferiscono anche che Ciccioblack sia molto invidioso dei (presunti) successi ottenuti dall’amico avvocato sempre in giro per il mondo a spese di Sky-calcio e che allora, per non essere da meno, si sia fatto mandare da Matteo Mammì a Parigi per scimmiottare Buffa ed intervistare Kareem Abdul Jabbar. Il quale lo guardava fortissimamente perplesso e preoccupato. Magari domandosi “ma da dove salta fuori questo che mi confessa d’avere un muro in testa e di non riuscire a capire gli uomini non allineati come me?”. E poco c’è mancato che il mitico numero 33 dei Lakers chiamasse quello che in Italia è il 118. Doveva essere un antipasto su e via e invece salto il primo e passo direttamente al secondo di una domenica senza serie A almeno sino alle 18.15. Quando ci sarebbe un piatto anche ricco da gustare in televisione, Avellino-Reggio Emilia, ovvero la semifinale dei playoff dello scorso campionato, le due migliori seconde pure in questa stagione, ma la Rai ha preferito la diretta di Milano-Sassari dopo cena e francamente non ne condivido la scelta. L’EA7 l’abbiamo ormai assaggiata in tutte le salse: otto giorni fa a Torino, quando Gelsomino ha perso le staffe, e giovedì al Forum con l’Efes, quando Gentile con Sanders e Simon ci hanno mostrato di quale buona pasta siano fatti. E di nuovo vedremo l’Armani su Fox Sports martedì a Desio contro il Baskonia del Mago Bargnani e giovedì ancora a Belgrado con la Stella Rossa. Basta. Già ci esce dagli occhi. Mentre non mi sono dimenticato che da Maurizio Fanelli avanzo non mi ricordo più quante pizze e birra. Con lui infatti avevo scommesso a giugno che la GrissinBon avrebbe vinto il duello con la Sidigas per rigiocarsi poi lo scudetto. E così è stato. Tanto più che mercoledì l’E.T. di Potenza era dalle mie parti, cioè al Taliercio per una partita della Champions del nonno, e non si è fatto vivo. Sono intanto al caffè e, aspettando Udine-Bologna Virtus di A2 alle 19.30 su Sky, che potrebbe essere anche più interessante di Trento-Torino posticipata a domani sera, mi domando e chiedo (rafforzativo) che fine abbia mai fatto Andrea Bassani, vicepresidente della ex Banda Osiris, di cui non ho più sentito parlare. E’ ancora all’Eurolega ad occuparsi non so bene di cosa o è già andato in pensione? Perché se lavora sempre per Jordi Bertomeu spero che Jena ridens non si offenda se gli regalo un pallottoliere che lui saprà sicuramente come utilizzare. Non nascondo d’andare matto per questo campionato europeo a sedici squadre che m’appassiona e che Fox Sports segue come meglio non potrebbe. E parlo sul serio. Lo giuro. Andrea Meneghin è diventato,  dopo l’appiattimento  di Dindondan Peterson sui fogli di Superbasket, il nuovo numero uno del basket in tivù. Sta crescendo Francesco Bonfardeci, ora anche undici dodici e tredici. Gerry De Rosa è sempre stato o kappa. Niccolò Trigari è un mio vecchio pupillo. Fiorello Sconochini anche senza codino mi diverte troppo lo stesso. Le partite sono una più piacevole e avvincente dell’altra. E del resto non me ne perdo una. L’unica cosa che non funziona è la grafica: poverissima e stupida. E peggio ancora va il conteggio dei punti. Se Maciulis infatti segna in tap-in sotto canestro al suono della sirena e il Real Madrid, prima della tripla gettata al vento da Carroll, aveva 88 punti contro i 91 del Cska, non sono Archimede Pitagorico, ma 88+2 a casa mia fa 90 e non 91. Altrimenti si sarebbe dovuto giocare almeno un tempo supplementare. Come è apparso a lungo sul video: risultato finale 91-91. Mentre Meneghin e Bonfardeci se la ridevano proprio di gusto.