Fontecchio a Venezia ma il basket su Sky chi lo vede?

simone

Può anche cadere il mondo, la mia Tigre si sposta di un centimetro e continua a guardare Chi l’ha visto? come se niente fosse successo. Tutti i mercoledì, sul Tre, in prima serata. Federica Sciarelli non è neanche una che buca lo schermo e, anzi, spesso ti solleva la pelle quando paurosamente incespica nell’italiano. Però devo ammettere che il programma di servizio pubblico funziona se è bastato che la settimana scorsa segnalassi allo 06.8262 la scomparsa di Giannino Petrucci perché il presidente della Federbasket, nonché sindaco a tempo perso di San Felice Circeo, ieri riapparisse per incanto a Folgaria, ad un tiro di schioppo da Trento, dopo oltre un mese, o quasi, d’insolito e sorprendente silenzio-stampa. Dove fosse finito, Dio solo lo sa. Fatti suoi. Però, se un po’ lo conosco, faccio fatica ad immaginarlo muto come un pesciolino rosso. Difatti abitualmente parla anche nel sonno e la prima cosa che fa al mattino non appena si sveglia, alle sei in punto, è inventarsi un modo per essere quotidianamente presente sui giornali con un titolo almeno a tre colonne. Comunque sia, l’ho rivisto molto volentieri. Ed è un vero peccato che lui non possa dire di me la stessa cosa. Del resto giura che non legge i siti e i blog e quindi è difficile che da qualche parte ci s’incontri. In maglioncino blu alla Sergio Marchionne, deve aver perso pure qualche chilo. Anche se grasso non lo è mai stato. E non importa se è stato esiliato da Giovanni Malagò dopo tutti i disastri che gli ha combinato a cavallo dell’inverno e della primavera. O se non riusciva a liberarsi dalla catena di Bau Bau Mann. Fatto sta che mi è sembrato in ottima forma e, per questo, non ho voluto subito rovinargli la ricomparsa sulla scena azzurra domandandogli se sul serio è convinto che farà grandi ascolti tv nel preolimpico di Torino che ha dirottato in esclusiva a Sky. Ma lo sa, Giannino, quanti italiani hanno visto domenica sera, e dunque non in un giorno infrasettimanale, la seconda partita di finale tricolore tra l’Emporio Armani e la GrissinBon sull’emittente del basket di Murdoch? Glielo dico io: per eccesso in nemmeno centomila. Mentre contemporaneamente sulla Rai, e c’era Dembinski, o come cavolo si scrive, sono stati almeno il triplo. Robe da non credere. E difatti fate bene a non crederci. Perché altrimenti dovrebbero spararsi tutti quelli che sostengono che solo a Sky sono bravi e che solo Milano fa audience. La partita-scudetto in pratica è stata vista da tutta Reggio Emilia e da pochi altri abitanti dello Stivale. Altro che il duello dello scorso giugno tra il Banco di Sardara e la Bella di Max Chef Menetti che in gara 7 sfondò il muro del milione e quattro di telespettatori compresi quelli di Sky anche loro seduti in poltrona davanti al terzo canale della tivù di Stato. Con le dovute proporzioni, ha ieri aggiunto il buon Petrucci, ci avvicineremo agli ascolti della nazionale di calcio. Ma quale film di fantascienza ha visto? Blade Runner o Alien? Guerre stellari o La notte dei morti viventi? E meno male che Rupert Murdoch, o chi per lui, ha ceduto i diritti delle prossime Olimpiadi alla Rai. Perché quanto meno le telecronache di ET Fanelli dall’Olympic Hall 1 di Rio de Janeiro non saranno seguite nelle magiche notti d’agosto dai soliti quattro gatti, Ciccioblack Tranquillo e parenti stretti, che stanno svegli per vedere le finali della Nba tra i Warriors e i Cavs che ripartiranno giovedì a Cleveland dal 2-0 per Golden State. Ma ci andrà l’Italia di Ettore il Messi(n)a ai Giochi? Avremo tempo di riparlarne insieme, ma la mia risposta sarà uguale a quella che do a chi mi domanda se l’Armata di Armani vincerà lo scudetto: ci mancherebbe altro. Aborro, come dice il grande Giampiero Mughini, i suicidi di massa. Stasera intanto, e per fortuna che me l’ha ricordato Dindondan Peterson sulla Gazzetta, si gioca gara 3 a Reggio Emilia. Né mi posso dimenticare di fare venerdì gli auguri a Paron Tonino Zorzi che compie, se non sbaglio, 81 anni ed è più in gamba di me sicuramente a leggere la pallacanestro, ma anche a infilare in buca la pallina sui green del golf di Grado. A proposito del mio caro maestro pure a lui farà piacere sapere che Federico Casarin non se ne sta con le mani in mano e zitto zitto, da bravo pesciolino rosso, sta costruendo attorno a Stefano Tonut una squadra con i controfiocchi. Da Pistoia mi hanno fatto sapere che è interessato a Ariel Filloy. E ci può stare al posto di Michele Ruzzier che è nel mirino di Cremona soprattutto se dalla Vanoli arrivasse Tyrus McGee, che piace a De Raffaele ed è già in parola con il presidente della Reyer. Ma il colpo grosso di Venezia sarà un altro ancora ed è Simone Fontecchio, miglior under 22 della serie A nel 2014/15 e svincolato dalla Virtus Bologna retrocessa tra i dilettanti. Al ventenne pescarese aveva messo gli occhi addosso anche Milano che però, dopo Abass e Pascolo, non può comprali tutti gli italiani di talento. Più di un pensierino per la verità ce l’aveva fatto pure la GrissinBon che i giovani li sa tirare su. E bene. E li fa soprattutto giocare. Ma si è arresa di fronte al contratto quinquennale (da 170 mila euro in su sino a 300 mila) che l’ambizioso Napoleone Brugnaro ha proposto al figlio di Daniele Fontecchio, ostacolista europeo eccellente, e Amalia Pomilio, 63 presenze nella nazionale di basket e due volte campionessa d’Italia a Vicenza. Chapeau.