Se il Gallo becca un raffreddore, ciao ciao medaglie

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Esagerati. Come sempre. Prima eravamo da medaglia. E guai se no. Adesso siamo un disastro. E non andremo oltre il primo turno degli Europei. Esagerati, ma anche, e soprattutto, in totale malafede. Come al solito. E stavolta eccezionalmente non ce l’ho con il Giannino sindaco di San Felice Circeo. Che pure l’ha sparata grossissima: l’Italia del basket non ha mai avuto una nazionale così forte. No, mai. O volete per caso paragonare il leggendario Cusin di Pordenone al volenteroso Dino di Alano di Piave e il Cincia padre a uno dei tre playmaker dell’oro di Nantes 1983: Caglieris, Brunamonti e Marzorati? Del resto cosa volete che vi venga a raccontare un presidente federale? Che se a Gallinari viene il torcicollo, e a Datome un raffreddore, torniamo a casa prima ancora che la moglie abbia nascosto l’amante nell’armadio? Istituzionalmente non può farlo e allora provo io a dirvi le cose come stanno. E non perché abbia la verità in tasca. Magari: ve la sbatterei in faccia e ve la spalmerei come marmellata di cachi pure negli occhi. Ma perché voglio bene alla nazionale dell’amato cittì e non ho secondi fini. Come invece Gas Gas Trinchieri, lo straordinario topolino della Confraternita dell’Osiris, impropriamente chiamata un tempo Banda Osiris in onore della celebre Wanda, la soubrette che scendeva le scale raccogliendo le rose lanciate dai suoi languidi e rapiti fans. Ora la Confraternita, di cui Cicciobello Tranquillo è il direttore dal giorno della fondazione, cioè dal giugno del 1987, vorrebbe risalire quelle scale dopo aver ripreso slancio dal calcio sul sedere squallidamente mollato da Sky a Dan Peterson. Prima o poi scriverò anche un libercolo satirico sulla celebre Band e ne racconterò la nascita in una pizzeria di Milano dove i primi carbonari si riunirono per prendere il comando dell’Olimpia e imporre invano la loro dittatura a tutta la pallacanestro italiana. Nel frattempo accontentatevi che vi spieghi la ragione per cui Tranquillo ha fatto vigliaccamente fuori un grande uomo che a gennaio compirà ottant’anni e del quale è sempre stato corrosivamente invidioso. Non ne può più infatti di rompere uno specchio delle sue brame ogni qual volta gli domanda quale sia il miglior telecronista di basket del reame e riceve eternamente la stessa fastidiosa risposta: “Nel Belpaese c’è chi è sempre cento volte più bravo di te”. Glielo diceva anche la prima moglie. Dalla quale per questo si è presto separato. E magari non la seconda. Che però sarebbe pure lei stufa, mi è stato raccontato, che il marito si sia mangiato una fortuna nello sfasciare tutto quel che in casa gli capita a tiro da quando lo specchio non solo gli rivela che Dindondan è rispetto a lui di un’altra categoria, ma anche Trigari Niccolò (mi raccomando con due ci) da almeno quattro o cinque anni. Ecco allora che Cicciobello ha pensato bene di togliersi di torno con l’ultimo colpo che aveva in canna prima Peterson e poi, di riflesso, Trigari. Al quale Sky non ha mai incredibilmente fatto una logica proposta di lavoro. Forse perché la Confraternita gli ha sempre messo il filo spinato intorno? A pensar male non si fa fatica e spesso anche ci si azzecca: lo ha già detto qualcuno e comunque se non mi credete, perché sono sempre il solito esagerato, provate a domandarlo al Coach, quando sarà tornato tra otto giorni da Chicago, se mi sono inventato una sola cosa di quel che ho denunciato una settimana fa contro la tivù di Capitan Murdoch. Nel frattempo a Capodistria il buon Niccolò ha fatto con Capobianco le sue ottime (e ultime?) tre dirette dallo studio, l’Italia è stata capace di perdere due partite di fila, senza il chicchirichì del Gallo non siamo neanche polli d’allevamento, ciao ciao medaglie e te la do io Rio de Janeiro, i nostri lunghi sono alti per niente, gli sloveni ci hanno picchiato ma questo è il basket che troveremo agli Europei, come diceva il Simone Pianigiani che nessuno badava. No, non avevo perso il discorso correndo dietro a Tranquillo che domenica ho visto far lingua in bocca con Del Piero nel teatrino (ovviamente) di Sky davanti alla D’Amico, incinta e sempre più bella, che li guardava allibita. E’ che l’altra notte un carabiniere, che parlava calabrese, e non vi sembri strano, mi ha ritirato la patente, mentre l’altro mi invitava a soffiare forte nel palloncino e non capiva che ho ormai perso il fiato a gridare che tutto il male del nostro basket inizia e finisce con la Confraternita dell’Osiris. Intanto in questa valle di lacrime da due giorni Internet non prende e persino il telefono di casa è in confusione. Figuratevi WiFi. Se ne riparla domani, va bene? Soprattutto di nazionale. Prima del torneo di Trieste.