Non c’è trippa per Gatlin e più culo per Allegri

BOLTUsain Bolt, in diretta anche su Raiuno, durante Estate in diretta, ha vinto ai Mondiali di Pechino dopo i 100 pure i 200. Stracciando Justin Gatlin e cancellando, vi piaccia o meno, persino Carl Lewis, il figlio del vento. Come lo chiamava il grande Giorgio Reineri che, d’atletica, scriveva anche meglio, vi piaccia o no, di Gianni Brera. Lewis mi stava sulle palle. Come Salvo Sottile, forse perché solo figlio del Giuseppe spocchioso capocronista del Giornale di Sicilia e vicedirettore del (mio) Giorno. Dalla tribuna-stampa dello stadio olimpico di Seul quel pomeriggio di fine settembre dell’88, e quindi d’inizio autunno, tifai difatti per Ben Johnson e i suoi grandi occhi, come fari abbaglianti, che bruciavano la sesta corsia della pista coreana. Eppure così carichi di disperazione e, insieme, di fragilità. Esultai per il suo oro sui 100 ed il record del mondo (9’’79) che durò però appena tre giorni. Meno di un castello di sabbia. Il tempo che i fratelli di Lewis lo segnalassero positivo ai controlli antidoping. Se è per questo anche Gatlin si è imbottito in passato di testosterone e del resto è stato squalificato per otto anni, poi ridotti a quattro chissà per quale misteriosa ragione. Forse perché è nato a stelle e strisce ed è cresciuto tra i padroni del vapore. Salvo Sottile conduce con Eleonora Daniele l’Estate in diretta, una pizza indigeribile. Specie col caldo di luglio e agosto. Non so molto della gelida bancaria padovana che mi era odiosa già dalla seconda edizione del Grande Fratello: di sicuro anche a lei, per far strada, non sono mancate le buone spintarelle. Come al figlio del giornalista palermitano. O a Luca Di Bella, dal cognome inquietante, che te lo ritrovi dappertutto. Peggio del prezzemolo. Ha pontificato agli ultimi playoff di basket e poi ai Mondiali di nuoto e d’atletica. E adesso manca solo che abbia qualcosa da ridire anche del faraonico mercato della Juve. Non c’è trippa per Gatlin: è un buon titolo che mi ha suggerito Eddy Ottoz, due volte campione europeo sugli ostacoli alti e bronzo olimpico nel 68 a Città del Messico. Suo figlio Laurent, 26 anni dopo, gli soffiò il record italiano dei 110 hs per 4 centesimi di secondo (13’’42), ma poi non vinse più nulla. Fulmine Bolt ha conquistato ieri il suo decimo oro e ora si può ben dire: è più veloce del vento. Tiferò sempre per lui. Come per Ben Johnson. Anche se magari un giorno mi racconteranno che si è pure lui dopato. Non fosse altro perché Franco Bragagna e Stefano Tilli lo davano ormai per morto. Non so chi tra i due mi sia più odioso. Di sicuro battono entrambi Eleonora Daniele e il tirolese non lascerebbe parlare neanche Papa Francesco. A Pechino c’è pure Dino Ponchio, pure lui padovano, ma bravo e competente. E da nessuno raccomandato. Peccato che ogni giorno Bragagna lo soffochi e lo stritoli come una lampadina da avvitare. Meno male che lo scorso anno dicevo che Acciuga Allegri aveva più sedere di quel gran culo di Cenerentola. Ritiro tutto dopo che la Juve in un sol sorteggio di Champions si è beccata il peggio del peggio che le potesse oggi capitare: il Manchester City, il Siviglia e il Borussia Moenchengladbach, il (mio) mito di una notte di Coppa Campioni del 71. Quando travolse per 7-1 l’Inter di Mazzola, Boninsegna e Corso, ma poi perse tutto per colpa di una maledetta lattina di Coca Cola. Nei prossimi giorni questa storia ve la racconteranno un po’ tutti i giornali, ma nessuno vi confesserà che da quel giorno la Beneamata dell’avvocato Prisco imparò a rubare. L’altra sera invece Claudio Lotito, in vacanza a Cortina nella sua casa bianca, non ha ucciso per poco qualcuno: la Smart Cam non gli funzionava e ha davvero rischiato di non vedere su Premium (in esclusiva) la Lazio travolta dal Bayer Leverkusen. Non avrebbe perso niente, direte. Anzi, almeno non si sarebbe mangiato il fegato. Mentre io ancora me la rido pensando che lui si vergognava del Carpi e del Frosinone in serie A come mercoledì tutta l’Italia è arrossita per Lotito e la sua armata Brancaleone in Champions. Anche se erano solo preliminari.