Il basket della Banda Osiris preso a schiaffi dal volley

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L’ha capito anche mio nipote che ieri è tornato a scuola. “Nonno, non mi racconti più le fiabe di pallacanestro”. In effetti mi è passata la voglia. Soprattutto dopo aver visto domenica sera la pallavolo al Foro Italico di Roma (nella foto) e, non solo a me, ma anche a Tonino Zorzi, è venuto un fegato grande come una casa. Ma poi all’improvviso si è fatto vivo Mauro Procaccini, il play tutto testa della Pepper Mestre di Gianni Asti che mi ha scritto: “Mi divertono troppo le tue storie sulla Banda Osiris”. Il guaio è, caro Mauro, che io scherzo mentre quelli non la finiscono più di prendersi gioco del nostro basket neanche non avessero già fatto di tutto per distruggerlo. Però è anche vero che la Banda Osiris l’ho inventata io nel secolo scorso ancor prima che il presidente Flavio Tranquillo e il suo vice Andrea Bassani entrassero nella Lega dell’Alfredo Alfredo Cazzola. Dove si sono distinti per non aver portato in un anno nemmeno una lira bucata o mezza idea anche se per la verità hanno sempre lavorato il meno possibile soprattutto al sabato e alla domenica. E quindi sarebbe stato giusto che almeno avessi partecipato alla loro convention, che si è tenuta nel fine settimana all’Allianz Tower di Milano ed è stata, per dirla alla Fantozzi, una boiata pazzesca. Ma c’erano i campionati del mondo del tiro con l’arco (di campagna) all’arrivo del trampolino di Zuel e poi dovevo andare a raccogliere i funghi nell’orto in mezzo al bosco. Come vi racconterò domani con tanto di foto. Perché vi conosco, mascherine: fate sempre una grande fatica a credermi. Però una primizia sulla Banda Osiris ve la voglio regalare lo stesso e subito: si è deciso al termine della convention di sostenere la candidatura proprio di Bassani ai vertici della Lega di Egidio Bianchi grazie ai buoni uffici di Marco Aloi e di Daniele Dallera che – tu quoque – sul Corriere di ieri ha definito la mia Iena Ridens “un manager di livello internazionale dal raggio d’azione così esteso” che mi stupisco che John Elkann non abbia pensato a lui per la successione di Sergio Marchionne. Insomma, caro Mauro, io anche te le racconterei ogni giorno le storie sulla band del basket italiano che a tutti i costi Virginio San Bernardi vuole tenere in vita nonostante i suoi storici leader mi sembrano ultimamente un po’ scoppiatelli e giù di corda, demodé e rincitrulliti, ma non vorrei diventare fastidioso e persino irritante come Marco Travaglio che, quando prende di mira uno, per esempio il padre di Matteo Renzi, non la smette un secondo. Tanto più che Livido Proli e Napoleone Brugnaro neanche li badano e difatti, finché saranno loro i padroni del vapore, non corriamo il minimo pericolo che la Banda Osiris metta la lingua anche nelle cose dell’Armani e della Reyer e men che meno in quelle della Lega. Però è anche vero che domenica sera quasi due milioni d’italiani hanno seguito Italia-Giappone di volley in chiaro su una rete ammiraglia della tivù di Stato e che il Foro Italico pieno sotto le stelle sia stato uno spettacolo da non perdere, mentre la tivù del basket azzurro è Sky che, quando va bene, è seguita da meno di centomila poveracci che devono anche sopportare le grida di Ciccioblack e delle mogli che non lo vogliono assolutamente sentire. La pallavolo con questi Mondiali in giro per l’Italia mollerà per tutto il mese un ceffone dopo l’altro alla nostra nazionale di pallacanestro che giocherà venerdì con la Polonia a Bologna e lo sanno in quattro gatti, ma soprattutto la vedranno in due o al massimo tre. Sperando che almeno a Giannino Petrucci le sberle che si prende dal mondo delle schiacciate servano di lezione per cambiare finalmente registro. Cominciando dalla televisione: basta con Sky, Tranquillo e la tivù a pagamento che oltre tutto fa la furbetta coi suoi abbonati. E si torni di corsa in ginocchio da mamma Rai. Imparando dal volley anche a gestire meglio gli eventi e le star che fanno i capricci. Zaytsev e Juantorena nell’arena si sono sentiti di nuovo gladiatori e sembravano leoni, mentre bisognerebbe chiudere in gabbia Mario Canfora, new entry nella Banda, prima che C10H160 intervisti di nuovo MaraMeo Sacchetti e lo faccia parlar male di Gallinari e Belinelli. Senza i quali non si accendono le grandi folle e non si va da nessuna parte se non ai Mondiali a 32 squadre, ma mai e poi mai alle Olimpiadi.