Chi ha detto che Sassari è più scarsa dell’anno scorso?

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Marziani o saturnini, gli extraterrestri del basket sulla piattaforma di Sky non sanno più cosa inventare per alzare i loro bassissimi dati da ascolto, ma di sicuro non li solleveranno da terra con Suono originale, l’ultimo colpo di genio del Gufo con gli occhiali. Me lo compri, papà? No. Cioè microfonando gli allenatori prima, durante e dopo la partita. Ora che Paolo Moretti dica a Marameo Sacchetti “ben tornato a casa” o a Cavaliero “tira quando vuoi” non mi sembra proprio nulla di che. O forse è a me che manca la sensibilità di capire che queste sono le cose che vuole sentire la gente della pallacanestro e per le quali va in brodo di giuggiole? Può darsi, ma mi pare piuttosto che, mettendo addosso questa sorta di microspia ai nostri poveri coach di serie A, si tolga a loro la libertà di dire quel che gli passa veramente per la testa e li si privi della spontaneità di mandare anche a quel paese Tizio o Caio o Sempronio, o Shepherd o Campani, o tutti e due insieme, e, perché no?, pure Sahin o Filippini o Quarta, gli arbitri del match di ieri sera a Varese. Difatti Re Carlo è stato l’unico sinora a rifiutarsi di sottoporsi a una buffonata del genere. Definiamola così. Per non dir di peggio e cadere nel volgare. O forse lui può e gli altri no? Anche questo è possibile. Recalcati ha quattro anni più di me e venticinque più di Paolo il Caldo, e quindi di finire sotto schiaffo a Cicciobello Tranquillo, o a chi per lui, non gliene importa più di un amato cavolo o di un fico secco. Mentre gli altri sono giovani e devono ancora far carriera: o mi sbaglio? Piuttosto perché allora non microfonano il mio Napoleone Brugnaro seduto in prima fila sul parquet fucsia del Taliercio? In questo caso sì che ne sentiremo delle belle. E comunque quelli di Sky non sono gli unici fenomeni del nostro basket moderno. Esistono anche quelli del Gazzettino che lunedì, nell’angolo dei risultati e delle classifiche, hanno scritto non una, ma due volte, e su due pagine diverse, che Varese aveva battuto domenica Sassari per 73-51. Come no? O forse è stato solo lo scherzo di un buontempone della redazione del calcio che detesta la pallacanestro? Lo spero. Anche se, perché lo scherzo riesca bene, bisogna anche che sia verosimile. Ed invece era impensabile che il Banco di Sardara potesse perdere con ventidue punti di scarto a Masnago. Difatti già al secondo minuto della ripresa con il 15esimo punto e una tripla del magnifico Logan la squadra di Marameo Sacchetti ha toccato quota 51. Mentre l’Openjobmetis, o come cacchio si scrive, di Paolo il caldo Moretti si è fermata a 70 punti, prendendone 86, e a 73 non ci è mai arrivata. Ma adesso parliamo di Sassari. Come promesso. Tutti dicono che i campioni d’Italia sono più scarsi di quelli che l’anno scorso hanno vinto scudetto, Coppa Italia e SuperCoppa. Non lo escludo. Ma anche non lo penso. Indubbiamente Shane Lawal era un’ira di dio e Rakim Sanders un trait d’union tra piccoli e grandi con i controfiocchi. Difatti Milano ha messo gli occhi sull’americano di Rhode Island che ha una mano ingessata e avrebbe pure dovuto ad occhi chiusi prendere anche il centro nigeriano finito invece al Barcellona. Ma siete proprio sicuri che Jerome Dyson sia tanto meglio di Marquez Haynes e Rok Stipcevic messi insieme? Io qualche dubbio anche ce l’avrei. E poi mi sono perdutamente innamorato di Joe Alexander che, oltre ad avere un nome affascinante come Brent Petway, ha molte altre qualità e nemmeno tanto nascoste: è di una eleganza intrigante, salta come un grillo, ha tecnica sopraffina ed è così bello da vedere che ancora mi domando meravigliandomi come abbia fatto l’amico Federico Pasquini a strapparlo non al Barcellona Pozzo di Gotto, detto con tutto il rispetto dovuto ai simpatici siciliani, ma al Maccabi di Tel Aviv. In più Jarvis Varnado e soprattutto Christian Eyenga sono tutt’altro che da buttare. Insomma potete condirmela con tutte le salse che volete, pure con il pesto vegano (senza formaggio, come a me piace) o con la Salsa & Merengue, ma il basket di Marameo Sacchetti sarà pure disordinato, ma è un caos intelligente e difficile da capire solo da chi è deficiente. E comunque se Sassari la lasci correre, come ha fatto Varese, diventa quasi impossibile da prendere e da mettere in gabbia. Anche dall’armata pesante di Gelsomino Repesa.