
15 ottobre, mercoledì Ho davvero i minuti contati. Dovete credermi. Dal momento che Rocco gioca la sua seconda partita di campionato under 15 con il Leoncino contro la sua ex squadra, la Castellana, e sono molto curioso – dico la verità – di vedere come gestirà le sue emozioni nel mini-derby mestrino. Solo questo. Il resto m’interessa molto meno. Accompagno infatti più volentieri mio nipote al campetto tra i canneti della laguna, in un magnifico silenzio quasi irreale, specie all’ora in cui tramonta il sole e il cielo si tinge di tutti i colori del rosa. Gli raccolgo anche la palla sotto canestro e gliela passo al volo per allenarlo nell’arresto e tiro dai due-tre metri che per me è il gesto più difficile del basket e pure il più bello se eseguito a regola d’arte come riesce solo ai signori giocatori. Ovvero, tanto per capirci, a Shavon Shields e Daniel Hackett nel nostro campionato.
Non mi mescolo comunque mai volentieri agli altri nonni e genitori che tifano dalle tribune delle palestre dei settori giovanili nemmeno fossero al Madison Square Garden di New York e sostengono i loro protetti neanche stessero giocando l’ammissione ai playoff della Nba. A raccontarla tutta, anzi, non li posso proprio vedere ed infatti stasera cercherò di nascondermi dietro ad una colonna e sotto una berretta che quasi mi copra gli occhiali scuri. Così da non essere riconosciuto. Ovviamente sforzandomi anche di stare muto come il mio caro Pesciolino rosso, Federico Casarin, seduto dove non dovrebbe sedere, cioè sulla panchina della Reyer essendo anche vicepresidente vicario della Federazione di Giannino Petrucci che stipendia tutto il settore arbitrale. Quando invece di solito, durante le partite anche della massima serie, non riesco proprio a non dire quello che in quel momento mi passa per la crapa e nemmeno abbasso il volume della voce nei miei commenti spesso del cavolo.
Il guaio è che una chiocciola al mio confronto è una saetta almeno nello scrivere e quindi, siccome avevo promesso lunedì ai miei aficionados, che non sono pochi, soprattutto quelli che mi leggono su www.claudiopea.it, alias Mors tua vita Pea, che avrei buttato giù oggi qualche riga, non li voglio assolutamente deludere. E così anche stasera, come ieri, mi sa tanto che dovrò rinunciare a guardare la partita d’EuroLega in diretta televisiva della Virtus e dopo cena mi siederò di nuovo davanti al computer. L’importante è che non vi aspettiate da me chissà cosa e v’accontentiate soltanto di sapere che ho finalmente deciso di dare una svolta significativa alla mia vita che negli ultimi tempi è diventata davvero difficile e complicata. Anche se lo scoop ce l’ho sempre già in tasca, e anche non piccino, ma la farò deflagrare solo dopo che il mio blogger Filippo sarà tornato a casa dal suo giro del mondo e mi pubblicherà una foto che sia finalmente di nuovo adeguata al pezzo che magari girerò anche su Facebook venerdì o sabato. D’accordo? Come strillava Vanna Marchi. Che Massimo Gramellini definì la venditrice più trucida d’Italia. “E quindi la più ascoltata”. Nel bene o nel male.
Oggi dovrete contentarvi di quel che passa il convento. Ovvero, e vi è andata di stra-lusso, della foto di questa splendida ragazza, della quale mi ero pazzamente innamorato, ma di cui non ricordavo più il nome e il cognome e nemmeno la trasmissione nella quale i suoi occhi e il suo sorriso mi avevano incantato. Ma sono nato con la camicia, questo l’ho sempre saputo. E so anche che porto normalmente fortuna alle squadre cui sono affezionato. Ed infatti giusto ieri ho appreso da una rivista che lunedì ricomincia su Tele Meloni alle 18,40 l’Eredità di Marco Liorni e le sue professoresse, se riconfermate come spero, Linda Pani e Greta Zuccarello. Tutte e due venete: la prima di Venezia, la seconda di Treviso. Entrambe brave e generose. Specie Greta che è proprio la ragazza che andavo cercando. Un’ex ballerina professionista formatasi all’Opus Ballet di Firenze e di San Francisco che ha partecipato – ho letto – all’edizione 2024 dell’Isola dei famosi ed è stata fidanzata non lontano da casa con Luca Dotto da Camposampiero, provincia di Padova, l’ex campione di nuoto specialista nelle distanze brevi dello stile libero, due volte medaglia d’oro nei 100 agli Europei di Berlino 2014 e Londra 2016.
Tutto fa brodo per una bella copertina sul mio personalissimo blog non solamente sportivo. Piuttosto non vi dovete preoccupare se prima vi ho confessato d’aver deciso di dare una svolta definitiva alla mia esistenza che si è fatta difficile e complicata. Nella satira c’è sempre largo spazio per l’esagerazione. Ed io ho senz’altro gonfiato il fatto che effettivamente però non riesco più a star dietro al basket e al calcio in tivù come vorrei senza trascurare al tempo stesso Jannik Sinner e Jasmine Paolini o le nazionali di Julio Velasco e di Fefè De Giorgi. In più, registrando tutte le partite e i match di tennis che posso guardare, finisce che non leggo più i giornali per non venire a conoscenza prima dei risultati finali. Insomma sapete cosa faccio? Ho deciso. Domani butto via tutto, giornali e registrazioni, e, già che ci sono, anche i ritagli e le riviste. Così faccio felice anche la Tigre. E riparto da zero. Tornando a leggere i quotidiani al mattino e guardando quel che posso vedere in diretta. Che se poi una sera vado a teatro o come ieri a cena per gustarmi il pesciolino che non è quello rosso, ma gli antipasti di crudo e di cotto della Baracca di Preganziol, vorrà dire che saprò farmene una ragione e continuare a godermi la vita come meglio non potrei desiderare dopo quel che ho passato. Tanto che sfrontatamente oggi posso dire di non essere mai stato meglio di salute negli ultimi due lustri.
Sono tornato a scrivere dopo la partita di mio nipote che non finiva più perché i due giovani direttori di gara avranno fischiato io dico almeno una sessantina di falli. Ed è terminata ben dopo le ventuno. Ho cenato e adesso cado dal sonno. Onde per cui non vi arrabbierete se vi racconterò domani pomeriggio del passaggio di consegne d’oggi in Lega da Umberto Gandini a Maurizio Gherardini che francamente devo ancora capire se non con un altro golpe disgustoso della Banda Osiris di Ciccoblack Tranquillo che, come vado dicendo da oltre trent’anni, è stata e sempre sarà la rovina della nostra pallacanestro. Perché parla, parla e parla, e non ha combinato mai niente. O meglio ha intascato una montagna di soldi per fare solo catastrofi. Quelli che sono sotto gli occhi di tutti e soprattutto di una dirigenza che non è mai scesa ad un livello così basso di cultura e di cecità cestistica come adesso. Se afferma che gli allenatori contano poco e comunque meno dei giocatori. Evviva!
PS: domani vi racconterò anche come è finita Castellana-Leoncino se vi interessa. E, se non vi interessa, importa a me. Visto che almeno a casa mia siamo in due e comando io. Ci mancherebbe altro. Dopo la Tigre, ma questo mi pare ampiamente scontato…