Più del buon Curry i tesori sono Ferrari, Stroppa e De Pol

 

4 ottobre, sabato di San Francesco         Me l’aveva già detto ieri sera Alessandro De Pol, soprannominato Manera dalla sua bella gente che chiama mule e muli in dialetto le ragazze e i ragazzi. Calorosamente abbracciandomi: “Te trovo assai ben, in gran forma, come non te vedevo da tempo”. Ed in effetti così è da qualche mese a questa parte. Per non dire da oltre un anno. Dopo il terribile inizio di luglio 2024 proprio a Trieste. Al Cattinara che s’arrampica su due torri gemelle di quindici piani sopra il magnifico golfo. Come può ben testimoniarvi Boscia Tanjevic. Per me l’assoluto numero uno. Altro che il DindonDan che non rincoglionisce mai. Ma non fatemi ripensare.

Riparto allora. Nel tunnel che porta agli spogliatoi del Taliercio il Basket Mestre stava festeggiando un’altra esaltante vittoria di squadra stringendosi intorno a Mattia Ferrari, il deus ex machina del ritorno in serie A2 dei biancorossi lagunari dopo una vita (37 anni). Il quale se, allenasse la Reyer senza cuore e senza gioco del Pesciolino Rosso (Federico Casarin) e di Olivetta (Neven Spahija), checchè ne scriva l’Anonimo Veneziano del Gazzettino (che non è il bravo Stefano Babato in pensione da giugno), potrebbe anche regalare a Luigi Brugnaro il terzo scudetto e, non esagerando, almeno una semifinale dei playoff o una finalissima di Coppa Italia o d’EuroCup. E invece: di nuovo è il caso che lasci perdere. Però qui non mi tiro indietro. Anzi, tornerò ossessivamente sull’argomento molto ma molto presto.

Ovvero quando finalmente troverò modo e tempo per vedere almeno qualche partita in più delle squadre della nostra serie A di una qualità sempre più tecnicamente scadente. Che è cominciata stasera con Trieste-Trapani e proseguirà domani con questi match: Armani-Derthona (su Sky), Treviso-Brescia (ore 17.30, ci sarò anch’io al Palaverde), Sassari-Varese, Trento-Cantù, Venezia-Cremona e Reggio Emilia-Udine. Infine lunedì Virtus-Napoli (alle 20 e in tivù) per completare il primo turno di campionato. Così domani potete anche non comprare la Gazzetta dello straricco Urbano Cairo e non buttare via i soldi come invece faccio io dalla finestra. Gettandoli direttamente nell’immondizia. Assieme agli 80,70 euro mensili che spendo per Sky e ai 44,99 per Dazn. Bollette di settembre in mano per i San Tommaso che non vogliono credere alla mia pura follia.

Per la verità ho seguito in televisione un tempo e mezzo, ovvero tre quarti(ni), della Reyer impegnata, si fa per dire, nell’esordio in EuroCup contro un Aris molto volonteroso e nulla più. E quindi perché non ti sei comunque visto il palpitante finale? vi chiederete stupendo (che è il gerundio – sia chiaro – del verbo stupire e non l’aggettivo rafforzativo di piacevole). Va bene tutto, ma non sono ancora al punto d’essere così infastidito dallo svolgimento di un match degli oro-granata da cambiare il canale sul più bello. Il fatto è che avevo come al solito diligentemente registrato la partita di coppa commentata (non male) da Andrea Solaini evitando la contemporaneità con gli scontri d’EuroLega vincenti della Virtus contro il Real Madrid e di Milano a Belgrado con la Stella Rossa. Ad entrambe sinceri complimenti. Soprattutto alla Bologna di Massimo Zanetti costruita molto sapientemente dal club manager Paolo Ronci con la metà del budget dell’anno scorso insieme a quel galantuomo di Dusko Ivanovic che saranno guai per chi me lo tocca. Lo giuro.

Peccato che la meravigliosa Sky mi abbia tirato un brutto scherzo come oggi l’effervescente Dazn mentre provavo a guardare eccezionalmente in diretta Venezia-Frosinone. Infatti alla fine del primo tempo della partita della Reyer con i greci di Salonicco sul 49 pari, dopo un breve black out al Taliercio e una lunghissima pubblicità, Sky mi ha riproposto il secondo quarto della stessa partita e poi il terzo chiudendo definitivamente il collegamento sul 65-70 con i veneziani già sulle ginocchia, però “sconfitti solo per 81-85 dopo un finale thriller” come ho letto l’indomani sul quotidiano di Venezia-Mestre. Evviva. Pagelle comprese e appena due insufficienze (5 e non 4) del generoso Anonimo Veneziano al confusionario Spahija e al tiratore scelto (1/6 nelle bombe) R.J. Cole profumatamente strapagato da Casarin. O, meglio, dal primo cittadino di Venezia, spendaccione quasi più del vostro scriba di Mors tua vita Pea.

Nel pomeriggio invece per tre volte Dazn mi ha lasciato a piedi con lo schermo scuro e il cerchio bianco che mi girava davanti agli occhi come una trottola impazzita. E per tre volte ho ripristinato la diretta. Ma alla quarta, sfinito, mi sono accontentato quasi all’imbrunire di vedere gli highlight del fantastico 3-0 neroverde sulla capolista e i gol nel primo quarto d’ora di Mattia Compagnon, in prestito dalla Juventus, e dello scatenato Yeboah che ha ribadito in rete il pallone del rigore che si era procurato e che si era fatto parare da Palmisani, il numero uno, pardon 22, del Frosinone. Che nella ripresa, prima dell’ora di gioco, si è fatto impallinare una terza volta da una fucilata sotto la traversa d’Antonio Casas, lo spagnolo che neanche sapevo giocasse nel Venezia.

E così, come l’anno scorso vi avevo predetto a gennaio che Eusebio Di Francesco sarebbe retrocesso a maggio, adesso invece scommetterei sul ritorno in serie A di questo Venezia che non riesco neanche ad immaginare come Filippo Antonelli, l’allievo preferito da Adriano Galliani, abbia potuto ricostruire così forte nonostante abbia fatto guadagnare una montagna di milioni a Duncan Niederauer, il presidente-padrone che adesso se ne può anche tornare a New York più gonfio dei tacchino che mangerà nel Giorno del Ringraziamento. Ad Antonelli? Lo spero. Tanto non tirerà più fuori neanche un centesimo. Apprezzavo invece dalla testa ai piedi Giovanni Stroppa già quando giocava nel Milan e io ero inviato speciale del Giorno di Milano. Onde per cui mi sono convinto che centrerà la sua quarta promozione come allenatore negli ultimi sei campionati di serie B. Insomma poche storie: Giovannino continua a saperci sempre fare con il pallone.

Domani (domenica) magari mi prendo un giorno di riposo come consiglierebbe Nostro Signore. Vedremo. Certo è che all’ora di cena tiferò per un pari con un sacco di gol in Juve-Milan, ma non mi dispiacerebbe nemmeno un successo del mio Acciuga Allegri. Alla faccia degli ingrati bianconeri ai quali non piaceva il suo calcio e immiseriva i suoi memorabili successi. Poveretti. Anzi, poveracci. E chiudo, avendola tirata come al solito troppo per le lunghe, dando una risposta all’interrogativo di ieri: è davvero KeShwan Curry, guardia della Gemini, un tesoro? Per l’A2 senz’altro sì, per la serie A invece ho ancora qualche dubbio. Dopo i 35 punti con Roseto (nella foto, ndr) stavolta l’americano della Florida arrivato dai ghiacci finlandesi si è fermato a quota 16 (5/8 e 2/4) però mai sparando a vanvera come Valsecchi. E comunque i due preziosissimi punti per Mattia Ferrari senza il lungo Stewart jr e Reggiani infortunati e un Bechi  inesistente, sono arrivati soprattyutto per merito di capitan Aromando (17) e di Giordano (15, 7/10 da due). Che mi ha pregato di smentire Artiglio Caja che non lo considerava un giocatore buono per questa categoria. E men che meno per la sua Fortitudo che oggi se la vedrà al Paladozza con il sempre più sorpredente Cividale del Pilla Pillastrini che ha appena vinto la SuperCoppa di A2 a spese in finale del Rimini del Tigre, Sandro Dell’Agnello, dopo un tempo supplementare.

Ps: da oggi non badate alle foto che possono anche non essere pertinenti al pezzo, ma il mio grande blogger per lavoro è volato chissà dove e non poteva portare in giro per il mondo anche il computer. Un’ultima cosa. Manera è per i giuliani la mannaia. Quella che usa spesso e volentieri Nicolò Melli. Mentre De Pol è proprio un tesoro di mulo. Un giocatore che vorrei sempre avere ancora nella mia nazionale. Perché era un guerriero che non si faceva mai mettere i piedi in testa da nessuno. Come il suo grande amico Andrea Meneghin.