
21 gennaio 2026, mercoledì Vinta la simpatica sfida con Fuocherello Fuochi, che non dico si sia arreso ma che lo vedo: se la sta ridendo di gusto come io ieri sera a teatro nell’Osteria bolognese di Giuseppe Giacobazzi e Andrea Vasumi. Che mi ha ricordato i tempi in cui con il grande Larry andavamo davvero a mangiare i tortellini alle cinque di mattina proprio in una trattoria di via Borgonovo, vicino a piazza Santo Stefano, assieme ai biasanot, gli allegri e spensierati nottambuli della Bologna di fine secolo scorso, e ai fantastici trans che avevano appena smesso di lavorare. E poi prendevo il treno delle 6.13 per Milano Centrale. Chissà se esiste ancora quell’osteria. Non credo. Anche perché la cucine ormai chiudono alle 22.30, quando va bene e quando non se la tirano. Tranne che da Anda (e Red) in Cirenaica o dall’altro figlio di Andalò, Luciano, che ha aperto con successo il ritrovo dei baskettari di Virtus e Fortitudo, o Fortitudo e Virtus, è la stessa cosa. Al Mulino Bruciato. Dove, volendo, in primavera si può fare anche l’alba. Magari gustando l’orecchia d’elefante, la cotoletta dei bolognesi, con una buona bottiglia di Lambrusco novello in centro alla gran bella tavolata.
Quanto mi manchino quei tempi d’oro della pallacanestro e della mia vita non ne avete la più pallida idea. Con l’avvocato Luigi Porelli e Lucio Dalla, Willy The King che purtroppo ci ha lasciato attoniti e sgomenti nel maggio scorso, ma anche il mitico Amato Andalò che era il custode del Paladozza e con me aveva una pazienza infinita. Quando hai finito di scrivere, mi diceva, spegni la luce, mi raccomando, che io ho ancora mille cose da sistemare nel Palazzo. Come no? Insomma mi voleva bene. Come io ne voglio a Larry e a Ciccio. Inseparabili amici miei, divisi solo dal tifo: Lorenzo – si sa – è fortitudino nel midollo e Alessio è abbonato alle vu nere da quand’era moccioso e non faceva mai passi. Come glieli fischiò invece un arbitro molto pignolo ai Giardini Margherita. Sappia, gli disse puntandogli il dito sotto al naso, io passi mai. Di qui dal socmel al gospel il salto è stato breve. “Io passi mai” da allora cantano quelli del Club del pullmino dopo il concerto organizzato in onore del Ciccio proprio da Anda e Red. Uno spiritual meraviglioso di cui Larry mi ha regalato l’esilarante video.
Ovviamente stasera il Ciccio è al palasport della Fiera a vedere la Virtus impegnata in EuroLega con il Fenerbahce di Sarunas Jasikevicius in un duello che vale oro quanto pesa e che, se la squadra del mio allenatore preferito, Dusko Ivanovic col codino per voto e non per passione, dovesse far sua, spalancherebbe ad Hackett e Pajola le porte insperate dei play-in se non addirittura quelle dei playoff. Larry invece sarà a casa a preparar la cena per Ale e di sicuro non vedrà la partita degli altri bolognesi, ma forse come me la Juventus in Champions. Sempre che abbia Premium Video, ma non penso. Perché Sky, che ha l’esclusiva di tutto, al massimo mostrerà l’Atalanta impegnata contro non so bene quale undici. Ora m’informo da mio nipote: l’Atletico Bilbao. Bene. Mentre Lucianino Spalletti sfiderà José Mourinho ed è solo per questo motivo che me la guarderò nella speranza di non prender sonno come mi capita sempre più spesso con il povero Manuel Locatelli costretto a fare il boia (in difesa) e l’impiccato (in attacco? a quattro cinque chilometri all’ora.
Sono le 21.00 e non ho scritto ancora nulla che possa interessare gli amici molto ma molto virtuali di Facebook. E dico la verità: lo faccio apposta perché non si meritano nemmeno un fico secco. Negli ultimi quattro miei articoli ho raccolto infatti da quegli sfaccendati e destronzi ad un tanto al chilo solamente una dozzina di “mi piace”. Non è possibile, ma non m’arrabbio. Anzi. Pubblico lo stesso su Fb i miei articoli che nell’ultima settimana hanno ottenuto invece il 50 per cento in più di consensi su MorstuavitaPea come mi ha confermato oggi pomeriggio Pippo, il mio blogger squisito come il radicchio trevigiano che Larry ha appena infilato in forno. E sono felice perché finalmente i miei veri aficionados di palla nel cestino e di tennis, più che di folber e sci, si sono abituati a leggere i miei pezzi anche se necessariamente non la pensano come me nello sport e in politica, su www.claudiopea.it, il blog satirico che mi dicono li diverte ed è questo che soprattutto a me interessa.
Ero partito con Fuocherello e gli chiedo scusa se me lo sono dimenticato strada facendo come cantava quello che da ragazzo andava in vacanza a Falcade, nella Valle del Bois, al confine tra il Veneto e il Trentino, nelle Alpi bellunesi del Civetta, la montagna di mio padre, e della Marmolada. Che pare abbia ispirato il suo primo capolavoro: Questo piccolo grande amore. A Walter Fuochi, che mi ha stimolato a scrivere quasi ogni giorno e per questo la partita l’ha vinta lui più che il sottoscritto, chiedo un ultimo favore: se domattina mi spedisce per favore il suo articolo su Virtus-Fenerbahce che starà senz’altro seguendo dal vivo alla Segafredo Arena contro i terribili turchi perché ormai leggo di basket solo lui e lui scrive (molto bene) sulla Repubblica di Bologna che non arriva nelle edicole di Venezia. Un peccato davvero.
N.B.: per qualche giorno tirerò il fiato. Ne ho davvero bisogno dopo sedici pezzi buttati giù in tre settimane. E gratis. Nella foto ho messo Facebook sul mio computer perché nel pomeriggio ce l’avevo con lui e ora non più dopo aver parlato con Pippo. Viva Pippo. E ora i tre consueti notevoli aforismi di Francesco Sarti. Ossessioni: “L’ossessione si coltiva da sola”; “Un pensiero non si può distruggere ma solo smontare” e “Il lato nascosto è sempre dietro l’angolo”. Chapeau.