Avete poco da ridire: Jasmine Paolini é un fenomeno

  10 ottobre, venerdì        Mi ero svegliato con una di quelle “giornatine”, come dice mia figlia, dalle quali un buon consiglio è sempre quello di starmi lontano o di girarmi bene alla larga. E non perché ieri, come vi avevo anticipato, non ce l’ho proprio fatta a trovare il tempo per offrirvi un mio articolo quotidiano prima d’andare a nanna. Anche se ci tenevo moltissimo ad allungare il mio record del mondo oltre gli otto giorni in  cui dal primo d’ottobre ho scritto tutti i santi giorni. Ma perché stamattina quando Stefano mi ha portato in bicicletta i giornali alle sette e trenta, minuto più minuto meno, al suono delle campane del duomo di San Lorenzo, ho buttato l’occhio sul Corriere della sera e sul Caffè di Massimo Gramellini che c’avrei giurato, conoscendolo bene, che sarebbe andato dietro a quella puttanata di Donald Trump premiato con il Nobel della pace sostenuta ovviamente dalla nostra destra e dai loro gerarchi a caccia sempre di consensi nazional popolari.

Non vorrei trovarmi nei panni dei giurati che oggi, a Oslo, dovranno decidere a  chi assegnare il Nobel per la pace”. E già qui non ci siamo, caro Gramella, dal momento che anche un cronistello di provincia dovrebbe sapere  che Alfred Nobel nel suo testamento ha stabilito che il prestigioso riconoscimento vada “alla persona che si è distinta nell’anno precedente”. In più non mi pare che nel 2024 Donald Trump abbia avuto un atteggiamento encomiabile, pacifico e ineccepibile per prevalere il 5 novembre su Kamala Harris e diventare il 47esimo presidente degli Stati Uniti d’America. E comunque, come ha precisato il direttore del Nobel, il norvegese Kristian Berg Harpiviken ieri a Repubblica, “abbiamo avuto lunedì il nostro ultimo incontro e non ne sono in programma altri. Inoltre le candidature esaminate dalla Commissione si sono chiuse lo scorso 31 gennaio 2025”.

“Se danno il Nobel a Donald Trump, fresco architetto dell’accordo in Medio Oriente, verranno accusati da metà del mondo di aver premiato un pericolo pubblico, una specie di incrocio tra un gangster e un golpista”. Perché Trump, caro amico mio e collega al Giorno di Milano, non ha avuto tre rinvii a giudizio per il tentativo di rovesciare l’esito delle elezioni presidenziali del 2020 quando perse la corsa con Joe Biden? E forse non ha sobillato migliaia di suoi sostenitori e delinquenti ad assaltare il Campidoglio a Washington il 6 gennaio 2021? In verità Gramellini non sta dalla parte dell’ “altra metà che grideranno al complotto delle zecche comuniste norvegesi capaci di consegnare il Nobel a un cinico come Kissinger o a un sopravvalutato come Obama”. E’ la sua stessa simpatica ironia a dirlo.

Detto questo, mi è passata la giornatina e mi è cambiata di colpo la luna nel primo pomeriggio quando ho saputo che stamane proprio K.B. Harpiviken ha tirato giù dal letto la lodevole oppositrice venezuelana Maria Corina Machado per comunicarle che aveva vinto il Nobel per la Pace 2025 con questa nobile motivazione: “Per il suo instancabile lavoro di promozione dei diritti democratici del popolo venezuelano e per la sua lotta per raggiungere una transizione giusta e pacifica dalla dittatura alla democrazia”.

A volte mi succede di dimenticarmi che la mia è una rubrica di satira sportiva e non politica. E’ vero. Ma non potete nemmeno pensare che la mia vita sia solo tennis, basket, sci, calcio e pallanuoto, tanto per citare in ordine le mie preferenze in materia. Tuttavia non è stato solo l’annuncio del Nobel assegnato al meravigliosa rivoluzionaria di Caracas a farmi cambiar d’umore ma quasi più l’incredibile e inatteso successo della mia preferita, la sempre sorridente Jasmine Paolini, nei quarti di finale del 1000 della WTA di Wuhan in Cina. Dove la piccola toscana di Bagni di Lucca, trent’anni il prossimo 4 gennaio, ha strapazzato – vi sembrerà esagerato il verbo, ma così è stato – l’attuale numero due al mondo, nel 2022 anche uno, la fortissima 24enne polacca Iga Natalia Swiatek che ha già conquistato 25 titoli tra cui ben 6 prove del Grande Slam, quattro sul rosso del Roland Garros, uno sul cemento dell’Us Open e uno sul verde quest’anno di Wimbledon. Non so se mi sono spiegato.

Ebbene Jasmine l’ha battuta in poco più di un’ora e con un punteggio (6-1, 6-2) che giustifica l’entusiasmo mio, ma anche quello dei due commentatori di Sky, il bravo Luca Boschetto, che viene dalle telecronache del calcio, e Barbara Rossi, maestra di tennis milanese anche di Francesca Schiavone e Flavia Pennetta. “Brava, brava, brava”, ha ripetuto tre volte di fila Boschetto quasi commosso. E ancora: “La Paolini è stata strepitosa in un match d’incredibile qualità, da vivere e rivedere, perdendo solo un servizio nell’unico break concesso sul 2-0 del secondo set ad un’avversaria in palla che gioca un tennis violento e che è difficile da mandare completamente in confusione come invece c’è riuscita oggi la nostra azzurra”. Che con la Swiatek in passato aveva sempre perso sei volte su sei.

Bravissima sul serio. Tanto che ho quasi la certezza che Jasmine abbia giocato la più bella partita di una carriera che pure ha toccato vette altissime l’anno scorso con le finali del Roland Garros e di Wimbledon, il trionfo di maggio a Roma e le vittorie in doppio con Sara Errani anche pochi giorni fa nell’Open 1000 di Pechino, non credo di dire una bestialità e comunque chiedo lumi a Vincenzo Martucci, la firma raffinata e competente del tennis della Gazzetta che ovviamente Urbano Cairo – e ridagliela! – si è lasciato portar via dal Gazzettino. Ma si può? Ora la Paolini, testa di serie n.7 del torneo, in semifinale affronterà domani Coco Gauff, ln.3) in un altro incontro assai tosto, ma intanto ha rafforzato il suo ottavo posto nel rancing mondiale e quindi giocherà le Finals Wta di Riyadh nella prima settimana di novembre. Evviva!

Per oggi è tutto. Peccato che domani mi piacerebbe tanto almeno vedere in registrata i match d’EuroLega dell’Armani e della Virtus su Sky di cui non mi crederete – non faccio fatica ad immaginarlo –  non so nemmeno come siano andati a finire non potendo neanche ovviamente leggere da mercoledì i quotidiani. Dal momento che non si può seguire un duello di cui sai già l’esito finale: perdi il gusto della suspence. Difatti, non avendo la più pallida idea di cosa abbia combinato pure il mio caro Basket Mestre contro Ruvo di Puglia in trasferta nel turno infrasettimanale di una serie A2 equilibratissima se nei primi tre turni nessuna squadra non ha perso almeno una partita, penso proprio che domani vedrò la partita sulla tivù della seconda Lega nazionale alla quale altrimenti cosa mi sono abbonato a fare? E domenica al Taliercio arriva Rimini, un altro osso duro. Con un allenatore, Sandro Dell’Agnello, bravo come il mio, Mattia Ferrari. Quindi non aspettatevi che sabato e domenica scriva. Tanto più che il record mondiale dei pezzi consecutivi l’ho già battuto Ci si rivede allora lunedì. D’accordo?E mi raccomando: fate i bravi…

Ps.: mai come oggi Jasmine Paolini avrebbe meritato una bella foto in copertina. Anche perché intorno al fenomeno toscano di madre polacca c’è uno scetticismo ingiustificato da abbattere col piccone. Ma al mio blogger via dall’Europa per lavoro – non mi vergogno a ripetermi visto che non sono Niccolò Paganini – ho una settimana fa selezionato due dozzine di foto che ho scattato io a casaccio. Come questa, magnifica, di Cortina, con i suoi boschi e le sue montagne uniche al mondo, che vedevo ogni mattina non appena spalancavo gli occhi. E ovviamente poi di giornatine storte non potevo averne…