Tripletta di Zigo-gol: Venezia per miracolo ai playout

zigoni

Sono cose che possono succedere solo negli ultimi minuti dell’ultima giornata di campionato senza dover gridare al miracolo, ma vedendo sugli spalti dello stadio di Carpi le lacrime di felicità e i singhiozzi strazianti del fratello veneziano ancora incredulo dopo il terzo gol di Gianmarco Zigoni un paio di minuti oltre il novantesimo, schiaccio subito i cattivi pensieri e, facendo finta di nulla, passo subito a raccontarvi di un sabato di calcio straordinario nel villaggio della serie B. Dalla testa alla coda. Soprattutto nella coda. Perché detto del Lecce di Fabio Liverani che torna nella massima serie assieme al Brescia di Massimo Cellino a spese di un Palermo ormai rassegnato al peggio del peggio, e di un Cittadella che conquista meritatamente i playoff rimontando nella ripresa lo 0-2 del Barbera proprio ai danni dei siciliani di Maurizio Zamparini che sarà di certo radiato, c’è un Venezia che a mezzora dalla fine della sua disgraziatissima stagione è sotto di due gol con il Carpi e addirittura di cinque punti in classifica con il Foggia che sta vincendo al Bentegodi contro il Verona. Ovvero lagunari all’inferno e satanelli ai playout con la Salernitana: pare già tutto deciso. Quando Buongiorno (doppio giallo) si fa espellere e Serse Cosmi nella disperazione più totale butta in campo il figlio di Zigo-gol che quest’anno non ha quasi mai giocato semplicemente perché prima Stefano Vecchi e poi Walter Zenga non lo facevano giocare o perché si sa: con il morale sotto i tacchi gli infortuni arrivano a catena e oggi è una fascite plantare e domani è un’infiammazione del tendine d’Achille che non ti reggono neanche in piedi e ti fanno passare tutti i pruriti. Venezia dunque ormai in serie C e tra le fiamme della retrocessione i timori mai sopiti di un altro fallimento della società arancio-nero-verde che tornano ad ardere insieme a Joe Tacopina, scamiciato e stanco, che pare aver finito tutti i dollaroni. Tanto che tra calli e campielli si sussurra che sia stato il sindaco Luigi Brugnaro a prestargli i soldi per pagare gli stipendi ai giocatori evitando così sanguinosi punti di penalizzazione. Né del nuovo stadio in terraferma si sarebbe più parlato chissà per quanto tempo ancora. Pioggia sul bagnato. Anzi grandine. Come nel tardo pomeriggio a Milano. Mentre sul ponte sventola bandiera bianca e non occorre che stavolta lo sbandieri ai quattro venti Franco Battiato: mica siamo ciechi. C’è però il Carpi già retrocesso che è in dieci. E ci sono le strade del pallone che a volte sono infinite come quelle del Signore. Però il Carpi è 2-0: Cissè dal dischetto e Coulibaly da fuori area. E non si è ancora messo la mano sul cuore. Però nella ripresa ha improvvisamente allargato le maglie della difesa e sui corner alti non è che ora usi i gomiti o s’alzi troppo da terra. Bocalon per Zigoni che evita il portiere modenese in uscita con un pallonetto: 1-2 al 64’. Pinato si divora gol a porta vuota o quasi, Cosmi tira giù tutti i santi dal paradiso, capitan Domizzi fa addirittura il centravanti, ma il tempo passa e la serie C è sempre più vicina. Quando il magnifico figliolo di quel matto di Gianfranco, che si sedeva sulla panchina in pelliccia di visone se Uccio Valcareggi si sognava di escluderlo dagli undici titolari del Verona, ci prende gusto e firma freddamente una tripletta in extremis. Due volte di testa e sempre su calcio d’angolo: all’89esimo e nel secondo dei cinque minuti di recupero. Di modo che il Venezia è adesso ai playout con la Salernitana che ha anche perso 2-0 a Pescara. Perchè nel frattempo con una doppietta di Di Carmine pure il Verona ha ribaltato il risultato (2-1) e condannato alla retrocessione il povero Foggia. Robe da non credere. E non è mica ancora finita. Dovesse infatti lunedì il tribunale sportivo accogliere le richieste della procura federale che ha chiesto ieri la retrocessione del Palermo all’ultimo posto di questo campionato per aver taroccato i bilanci degli ultimi tre campionati, il Venezia sarebbe addirittura salvo e la permanenza in serie B se la giocherebbero allora Salernitana e Foggia nella doppia sfida d’andata e ritorno dei playout. E pensare che oggi mi ero seduto alla macchina per scrivere per raccontarvi del Ghiro d’Italia, organizzato da Mamma Rosa e Papi Urbano Cairo, che ora chiede aiuti (in euro) al Governo, e della crono-scalata sino a San Luca per le strade di Bologna dominata dallo sloveno Roglic sul britannico Yates e il messinese Nibali. O degli Houston Rockets di Michelino D’Antoni sconfitti (113-118, Curry 33) in gara 6 dai Golden State Warriors pur privi della stella delle stelle dell’Nba, Kevin Durant, ed esclusi (2-4) dalla finale della Western Conference. Ma le emozioni più forti oggi le ho avuto dalla nostra serie B così tenera e fragile. Col paracadute o senza. E da Gianmarco Zigoni, il Cobra con barba (nella foto, ndr), spettacolo nello spettacolo degli sport da brivido. Altro che Champions League o Alex Del Piero a Ballando con le stelle più imbarazzante, e imbranato, di Alberto Tomba nel film Alex l’ariete con Michelle Hunziker.