Sin troppo Gentile, ma Johnson e Orelik sono due vere perle

reyer virtusMi chiedo: quante pizza e birra gli dovrà offire? Almeno una decina per essere altrettanto generoso. Hrvoje Peric mvp di Segafredo-Umana. E chi l’ha detto? Hugo Ariel Sconochini. Ma è ammattito? E Niccolò Trigari l’ha lasciato dire? Per forza. Altrimenti gli avrebbe dovuto anche domandare: ma che partita hai visto? E non sarebbe stato per nulla carino. Brutalmente invece penso che l’argentino di Canada de Gomez fosse a fine partita caduto in depressione: credeva che la sua Virtus potesse fare un sol boccone dei campioni d’Italia, e così era sembrato sino a quattro minuti dall’intervallo lungo, tanti (43) a pochi (26), Bologna il doppio dei rimbalzi, Venezia tra le nuvole, Ale Gentile prepotente e Kenny Lawson ovunque, quando Walter super De Raffaele ha tolto dal parquet proprio il “leone croato” di Sconochini e l’ha sostituito con Gediminas Orelik che è una cosa pazzesca in attacco e, al contrario di Peric, che in difesa non alza neanche le mani in alto, almeno fa finta di sbattersi. Risultato? Scarto dimezzato e Reyer di nuovo in partita. Poi la sfida l’ha definitivamente raddrizzata Dominique Johnson. Il quale è lo Scaramacai nero più divertente della nostra serie A che in fondo non è così triste come vi raccontano: quattro bombe e quattordici punti in un lampo e Ray Bahn che gli prende la faccia tra le mani e vorrebbe riempirlo di baci e di coccole. Veramente l’affetto del maestro per l’allievo, che è un ragazzo d’oro, oltre che un play-guardia da favola, ha un significato che va oltre il nobile gesto: il fratello dell’americano di Detroit ha un cuore che fa i capricci e difatti Dominique approfitterà della prossima sosta della nazionale azzurra per volare da lui e stargli vicino. Ma che Sconochini dica che la Segafredo ha perso una partita che meritava di vincere anche questa mi è sembrata un’affermazione abbastanza sballata e gratuita. Da tifoso delle v nere. Perché Michael Bramos ha avuto sul 62-61, ma pure sul 75-74 e sull’81-80, la tripla del sorpasso e per tre volte l’ha sbagliata dalla sua mattonella preferita. Il greco ha comunque nel finale costretto un Alessandro sin troppo Gentile, ed egoista, ad un doppio pesantissimo errore al tiro dimostrando d’essere anche nelle giornate storte sempre il leader massimo di una squadra che lo ripeto: si è rinforzata rispetto all’anno scorso con le perle Johnson e Orelik e che sarebbe stata la fine del mondo con Stone, se fosse rimasto, ma anche con Kalnietis e Tarczewki che l’Armani presuntuosamente non utilizza in campionato. Però questi sono solo cavoli di Milano. Basta che non pianga miseria. Che non mi sembra proprio il caso. Semmai, tornando a monte, come si fa a dire che nel palasport più caldo d’Italia l’mvp del match è stato Peric? Contiamo allora insieme i rimbalzi che ha preso: zero in attacco e zero in difesa. E quanti assist ha distribuito? Manco mezzo. Per non parlare delle sue armi di difesa. O commette fallo abbassando le braccia come una sbarra del passaggio a livello o sta sull’attenti come le guardie svizzere pontificie. Che poi in attacco sia molto pericoloso nelle sue classiche scivolate a canestro non ci piove. Però comunque Orelik è un’altra cosa. Semmai mi meraviglia che agli ultimi Europei non abbia trovato posto tra i dodici della Lituania dei Valanciunas e dei Motiejunas che ci ha battuto 78-73 agli ultimi Europei, ma è stata successivamente eliminata agli ottavi di finale dalla Grecia di Sloukas, Bourousis  e poco altro. Oppure devo pensare che pure Dainius Adomaitis sia un cittì del quale si continua a parlar bene soltanto per sentito dire? A tal proposito cosa è successo a Paul Stephan Biligha che è tornato dalla nazionale che è il fantasma dell’Opéra? Vallo a capire. Anche perché mi assicurano che il giovanotto di Perugia non è tipo che si monti la testa nonostante Ciccioblack l’avesse inserito anzitempo nella lista dei fenomeni assoluti dell’Italia di Messi(n)a. Che ha lasciato a casa Luca Vitali per portare Andrea Cinciarini. E nessuno ha fatto una piega. Mentre tra i cattivi pensierini della quinta di campionato ho inserito anche questo: se Pietro il grande Aradori non facesse parte della stessa scuderia dei fratelli Gentile non credete che avrebbe già mandato a quel paese Alessandro che ogni domenica spara dieci tiri più di lui? E ancora: cosa aspetta la Virtus a comprare un quattro decente al povero Ramagli se si pretende da lui che vinca subito lo scudetto? Perché solo con Peric che lo marca (per modo di dire) Klaudio Ndoja può infilare un paio di triple nel canestro e Guido Rosselli, per quanto bene gli si voglia, non riesce a fare nemmeno il solletico sotto alle ascelle del croato o del lituano della Reyer.