Metti Condò a cena con Adani: quanto avrà mangiato?

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Non mi perdonerò mai d’aver perso di vedere a mezzogiorno Chievo-Sampdoria in diretta su Dazn. Ma dove ho la testa? E stavo per dimenticarmi anche del Motomondiale se la registrazione del Pga Championship di golf, secondo Major della stagione, da Farmingdale, nello stato di Nuova York, non mi avesse presto stancato. Al termine del terzo giro infatti Francesco Molinari è sprofondato al 39esimo posto della classifica e Brooks Koepka ha mantenuto lo stesso la leadership con ben sette colpi di vantaggio su Dustin Johnson nonostante abbia giocato così e così: tre birdie, ma anche tre bogey, insomma il par (70) del campo e un feeling col putter sui green che nelle ultime buche lo stava abbandonando. Tiger Woods poi l’altro giorno non aveva neanche superato il taglio ma va capito: anche per lui è stato venerdì 17. Per la verità nemmeno il GP di Francia da Le Mans è stato particolarmente appetitoso: a metà della corsa, tanto per cambiare, il Marcziano Marques ha salutato la compagnia e se ne è andato a vincere un’altra volta. Però dietro a lui è stata emozionante la sfida per il podio tra Dovizioso, Petrucci e Miller con i due italiani della Ducati che alla fine l’hanno spuntata sull’australiano. Quinto Valentino Rossi che non molla mai ed è sempre fantastico per uno che ha quarant’anni e – come si dice – non li dimostra, ma ne ha pur sempre quattordici più del campione spagnolo. Oggi un bel titolo in prima di Repubblica: “Il sabato leghista”. Matteo Salvini non ha riempito piazza Duomo. Antifascisti in corteo e gelo artico con i penta stellati. Che stia cambiando qualcosa? Non mi illudo. Anche se quella clamorosa sfida a papa Francesco non credo che sia piaciuta a tutti i leghisti che si battono ogni domenica il petto in chiesa. Ieri sera Lele Adani, il Predicatore con la barba e la cravatta, e il colletto nero della camicia, ha portato fuori a cena Paolo Condò che però non gli ha dato molta soddisfazione: dopo gli antipasti di carne e pesce si è infatti accontentato di un piatto di pasta e fagioli e di due rigatoni alla carbonara, di una milanese con patate e di una trippa di maiale, ma non ha saputo rinunciare ai bombolotti alla crema per cui va letteralmente matto e se ne è sparati quarantotto. In fila per sei con il resto di due. Ma la dieta mediterranea va rispettata e il Panzarotto di Trieste non sgarra mai a tavola: costi quel che costi, statene pur certi. Piuttosto Max Allegri non avrebbe dovuto sapere che lui sabato sera aveva cenato al lume di candela con Adani partecipando al brindisi quando il reggiano di Correggio ha proposto un cincin per Pavel Nedved che in quattro e quattr’otto, e non era semplicissimo, è riuscito a far fuori l’Acciuga livornese degli ultimi cinque scudetti della Juventus. Perché ve lo dico io che sono una gran puttana: Condò ci tiene un sacco all’amicizia disinteressata e si dichiara infatti amico sincero di pochi allenatori di serie A che si possono al massimo contare sulle dita di quattro mani. Come quelle della dea Kalì. Nel pomeriggio mi sono anch’io per la verità ingrassato vedendo il Toro di Walter Ego Mazzarri prendere quattro pappine dal piccolo Empoli. Così Papà Urbano Cairo finalmente la smetterà d’occuparsi sino alla noia dell’Europa, dalla quale mi pare sia stato escluso, e di fare la guerra sui suoi due giornali al campionato europeo per club proposto da Andrea Agnelli. Infine il basket. Di cui vi parlerò domani. Promesso. Anticipandovi solo che Venezia-Trento (67-57) è stata la partita più brutta di tutta la storia dei playoff in Italia. E non scherzo neanche un cincinin.