Il destino dello scudetto si legge sulla mano di Gentile

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Ogni qual volta Milano perde a Reggio Emilia ci si meraviglia. E si grida al miracolo o allo scandalo. Dipende da quale punto di vista si guardano le cose. Anche se la storia è tutta un’altra e racconta, al contrario, che le scarpette rosse hanno vinto per sbaglio una sola partita al PalaBigi negli ultimi quattro anni. Insomma si fa molto prima a dire che, da quando la squadra di Max Chef Menetti è tornata in serie A, all’Armani è riuscito di vincere nel palasport della vergogna unicamente nel marzo del 2014. L’allenava Luca Banchi, da Siena era appena arrivato Daniel Hackett, scambiato con Marquez Haynes, anche allora si pensava che l’EA7 non avrebbe mai potuto perdere lo scudetto. Che comunque poi vinse alla settima finale con la Montepaschi di Paperoga Crespi e sappiamo anche bene come. Ma questo è un altro discorso. Sul quale non voglio più tornare. Altrimenti mi rodo il fegato. Siamo un Paese strano e forse anche un po’ somaro. Che si riempie la bocca di pick and roll e step back. E poi magari zoppica in italiano sbagliando i congiuntivi, ma non importa. L’importante è essere fighi e parlare come non si mangia a tavola. La storia non la conosciamo e allora facciamo una gran confusione. Difatti non è miracoloso che la GrissinBon abbia battuto due volte l’Armani a Reggio Emilia, ma che sia ancora in corsa per il titolo e due pari nella serie tricolore. Così come non è scandaloso che Milano abbia perso in questa stagione quattro duelli con la squadra di Max Menetti, uno dei quali anche in SuperCoppa a Torino, ricordate?, ma che ancora ci si domandi dove stia l’errore e si scomodi persino Sigmund Freud quando, un volta appurato che la grande Armata Armani è stata fatta ad immagine e somiglianza di Gelsomino Repesa, è elementare, caro Watson, trovare il colpevole. No, si preferisce puntare l’indice su Alessandro Gentile. Come dodici mesi fa su Daniel Hackett. Vuoi perché siamo ignoranti, vuoi perché siamo semplicemente italiani. Per carità di Dio, il figlio di Nando ha giocato da quattro sia martedì (2 punti, 1/5 da due, 0/3 da tre) che giovedì (7, 1/8, 1/2), ma ci si dimentica che in gara 1 e 2 di finale è stato lui l’mvp dell’EA7 che ha vinto al Forum. Di modo che, vi piaccia o meno, è il capitano dell’Olimpia l’ago della bilancia di un duello per lo scudetto che stasera propone il quinto atto con Milano ovviamente favorita dal pronostico ma anche con le spalle al muro. Nel senso che, se alla GrissinBon riuscisse oggi il colpaccio, forse lunedì al PalaBigi potrebbe cambiare la storia. Un’altra cosa che non capisco è come il Forum possa perdonare tutto a Bruno Cerella da Bahìa Blanca e nulla a Gentile che avrà anche una faccia da sberle, che neanche lui può vedere allo specchio, e un carattere non proprio morbido, ma è ugualmente il miglior gallo che l’Armani ha nel pollaio. Con qualche difetto e molti pregi. Come tutte le stelle. Ce lo vogliamo o no mettere in testa? Difatti l’italo-argentino non fa mai canestro, se non con qualche traversone, 0/5 pure l’altro giorno, e difende nei playoff come non gli lasciano fare gli arbitri in Eurolega, ma gli basta una tripla di tabella perché Mamma Rosa non gli neghi un voto alto – rima volontaria – in pagella. E’ un giocatore di carattere, dicono. Perché Ale no? Non vorrebbe perdere nemmeno a briscola ed è questo che forse lo frega. Oltre alla tranquillità che gli manca intorno. La storia dice anche che la GrissinBon non ha mai vinto a Milano, ma pure che quest’anno ci sono già riuscite Avellino, Trento e Venezia. L’importante è che nessuno già le dica “brava lo stesso” perché questa pacca sulla spalla manderebbe in bestia per primo Max Chef Menetti e in particolar modo i Veremeenko e i Lavrinovic che soffrono le pene dell’inferno ogni qual volta devono piegare la schiena per raccogliere un pallone da terra, ma non vogliono essere commiserati. Questo mai. Però lasciatemi ancora aggiungere una cosa: giù il cappello comunque di fronte a Pietro Aradori che si pensava, sbagliando, non fosse una macchina da guerra o a Rimas Kaukenas che in molti credevano avesse ormai imboccato il viale del tramonto. Quanto ad Amedeo Della Valle, luce dei miei occhi, sono contento che qualcuno in tivù lo chiami Ricciolino come mi sono inventato un giorno io. A tre ore dalla quinta palla a due che vale lo scudetto 2016 mi buttate là la solita domanda: chi vincerà stasera? Sarei tentato di rispondervi alla Ciccioblack: “Faccio per una volta un pronostico logico che tanto sarà sbagliato come quello illogico”. E predisse in gara tre di finale dei playoff Nba 111-102 per Golden State. Difatti ha poi vinto Cleveland 120-90. Mentre stanotte hanno trionfato (97-108) i Warriors con 38 punti dell’indisponente Stephen Curry che ha una faccia molto più da schiaffi di quella di Alessandro Gentile. E allora? Preferisco star zitto. Che è meglio. E soprattutto non sbaglio.