Bonucci eroe o bastardo? La solita Italia esagerata

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Quanti sono gli italiani nel Belpaese? Dall’ultimo censimento 57 milioni. Uno più uno meno. Io compreso. O me compreso? Si può dire in tutte e due i modi. Di questi appena 19 milioni hanno visto Italia-Belgio in televisione. Quindici milioni e mezzo sulla Rai Uno più 734 mila sulla quarta rete dello Stato in compagnia della Gialappa’s . Che sono tanti. Anzi tantissimi se pensi che gli italiani, quando vedono la nazionale di calcio, non sanno ridere, né scherzare e sono tutti terribilmente seri e competenti. Più 2.734.814, e non 2.734.813 o 2.734.815, su Sky. Dove sono precisi precisi. Come il farmacista svizzero con il bilancino. Dunque, se so fare ancora i conti, 38 milioni di italiani, due su tre, hanno snobbato la partita degli azzurri e hanno fatto qualcos’altro. Tra i quali anch’io. Però prima che m’insultiate rinfacciandomi che sono il solito snob con la puzza sotto al naso, ve ne spiego la ragione e vi racconto la pura e semplice verità: alla stessa ora si è giocata la sesta finale tricolore di basket tra GrissinBon e l’Emporio Armani, della quale lo so benissimo che non ve ne importa un cavolo, e io ero a Reggio Emilia. Magari anche non mi crederete, ma ho saputo che gli azzurri del Conte Antonio avevano asfaltato i belgi che era passata da poco l’una di notte. E soltanto perché un reggiano, stranito dallo scudetto vinto dalla Milano di Gelsomino Repesa, si è stupito a tavola con un amico che Leonardo Bonucci avesse anche i piedi buoni. Mi hanno detto, raccontava a voce alta, affinché al Paprika, nel covo della GrissinBon, tutti lo potessero sentire mentre pontificava, che ha fatto un lancio di quaranta metri al bacio che Giaccherini ha raccolto al volo con il cucchiaio e ha battuto Cortuois, che è un ottimo portiere, il futuro Buffon, ha disinvoltamente aggiunto. E poi? E poi deve aver raddoppiato Pellè nel secondo dei due minuti di recupero. Pellè chi? Con due elle, mi pare. Gioca nel Southampton. Dove ha segnato un sacco di gol, ma non mi chiedere quanti. Glielo dico: sedici quest’anno. Come Mauro Icardi. E adesso? Vinciamo l’Europeo. Esagerato! E qui ci vuole un bel punto esclamativo. Come il cacio sui maccheroni. Anche se odio il formaggio. E anche se non piace a Gianni Mura. Che sulla prima pagina di Repubblica ha scritto. Lo leggo solo ora: “Poveri gli azzurri, di tecnica, ma non di tutto il resto, di tutto quello che serve a rifilare al Belgio un 2-0 sofferto quanto giusto. L’Italia parte bene, è suo il risultato più rotondo alla pari con la Germania. Ma la Germania non giocava contro i secondi al mondo, anche se ieri questa forza non s’è vista molto”. Dunque? Anche per Mura possiamo essere i primi d’Europa. Se non addirittura i migliori della terra. Massì. Sogniamo tutti insieme a Mamma Rosa. Che ha titolato: “Sogna Italia. Sogna!”. E ridagliela con i punti esclamativi. Io invece preferisco il punto di domanda. Così non s’arrabbia nessuno. Ma non vi sembra d’esagerare? Prima di lunedì sera eravamo poca roba. A parte la difesa della Juve. Però a centrocampo ci mancava la fantasia e davanti eravamo spuntati. O mi sbaglio? Per carità, come avrete capito, non ho visto la partita. E siccome me l’avete raccontata molto bene, poi non me la sono nemmeno andata a rivedere. Nonostante l’avessi registrata sia sulla Rai che su Sky. Però lo stesso v’inviterei a non correre troppo. Lo striscione del traguardo è ancora molto ma molto lontano e non è mai successo nella nostra storia che, dopo un’uscita dai blocchi a mille all’ora, abbiamo alla fine battuto tutti per distacco. Di sicuro il Conte Antonio è un grandissimo allenatore. Anche più bravo di Max Allegri. L’ho sempre sostenuto e non mi sbagliavo. Ma è un piccolo uomo. Perché è invidioso e cuore ingrato. E nemmeno, checché lui lo proclami, uno juventino vero. E questa proprio non gliela perdono. Così come mi fa rabbia che sino a poco tempo fa Bonucci era considerato dall’altra Italia, quella che odia la Signora, uno scarpone, parecchio maleducato, anche schifoso, che metteva le mani addosso agli arbitri. E non era vero. Mentre ora è una sorta di dio mitologico e per la Gazzetta addirittura un eroe di Quentin Jerome Tarantino in The Hateful Eight. Un bastardo per la gloria. Esagerata. Intanto la Germania pareggia 0-0 con la Polonia e la Gialappa’s parla ovviamente di biscotto. Oltre che di Loewe che si scaccola in panchina. Anche lei eccessiva. Non vi sembra? Adesso quella del Parrucchino di Lecce, che nemmeno Lecce ama, è una nazionale che corre, suda, si sacrifica. E sorprendentemente in gamba. E pure mezza bianconera se si considera che Giaccherini è il Jacherinho del Conte di primo pelo e Zaza prima o poi tornerà buono. Anche più di Pellè. Con due elle, mi raccomando. Ma questo non ditelo in giro: il resto dell’Italia dei miei stivali non lo vuol proprio sentire. A domani. Che è venerdì 17 tra qualche minuto. E quindi mi barrico in casa e stavolta mi guardo la partita in diretta televisiva. Alle 15. Contro la Svezia di Ibrahimovic. Che non posso vedere neanche dipinto. Come Domenico Berardi. Che per me può stare a Sassuolo anche per tutto il resto della vita.